16.246.591,92 euro fino al 2033, cioè 1.249.737,84 euro annui. Sono queste le cifre indicate dal Governo nelle Legge di Bilancio 2019 e che saranno destinate alla Provincia di Foggia per gli interventi infrastrutturali da oggi per i prossimi 14 anni. Lo stanziamento è frutto di un’intesa sancita tra la Conferenza Stato Città e Autonomie Locali sul riparto dei 250 milioni annui di euro destinati alle Province per il finanziamento di piani di sicurezza pluriennali che interessino la manutenzione di infrastrutture primarie, quali strade e scuole.

Tuttavia non sono mancate le polemiche e le critiche di inadeguatezza del provvedimento. È paradossale infatti come sia stata stanziata una somma così esigua considerati gli innumerevoli e atavici problemi di dissesto idrogeologico che attanagliano innumerevoli comuni, soprattutto nel subappennino dauno, talvolta con situazioni di viabilità seriamente compromesse da frane e smottamenti. La Capitanata è la quintultima Provincia nella graduatoria degli stanziamenti decisi dal Governo gialloverde. Sotto il foggiano ci sono solamente le province di Belluno (1.2 milioni annui), Cuneo (1.15 milioni), Biella (1 milione) e Vibo Valentia (con appena 306mila euro), mentre la provincia che più ha beneficiato dei fondi stanziati nella Legge di Bilancio è stata quella di Alessandria con 7.2 milioni annui.

Foggia – che dei 16 milioni annui destinati alla Puglia riceve circa l’8% – è anche ultima a livello regionale. È andata meglio alle altre province che hanno ricevuto un trattamento “di maggior riguardo”: in testa alla classifica Lecce, che ogni anno riceverà 5.9 milioni di euro, seguono, Taranto (3.7 milioni), BAT (2.8 milioni) e Brindisi (2.2 milioni).

ESULTANO I CINQUE STELLE, PERPLESSI GATTA E TASSO

Lo stanziamento dei fondi è stato salutato molto positivamente dai consiglieri regionali pugliesi: «Siamo orgogliosi di poter comunicare che il Governo del Cambiamento ha dato il via libera allo stanziamento di oltre 16 milioni di euro all’anno per la Puglia fino al 2033 per la sicurezza e la manutenzione di strade e scuole». E ancora: «Abbiamo atteso per anni che i governi si occupassero della sicurezza e della manutenzione delle nostre strade e delle nostre scuole affrontando, ad esempio, un tema delicatissimo come quello dell’edilizia scolastica che riguarda la sicurezza dei nostri figli oltre che degli insegnanti e di tutto il personale scolastico. L’ennesima dimostrazione che i fondi ci sono sempre stati, serviva solo la volontà politica di destinarla ai bisogni reali dei cittadini». 

La decisione del Governo comunque ha suscitato, come abbiamo già detto, non poche perplessità dei molti che puntano il dito contro l’esiguità della cifra, insufficiente per coprire in maniera adeguata e tempestiva le esigenze della terza provincia italiana per estensione con i suoi 7.007,54 km2.

Tra i primi a manifestare il proprio dissenso è stato il presidente della Provincia di Foggia Nicola Gatta: «Prendiamo atto che la Provincia di Foggia risulta essere, ancora una volta, tra quelle maggiormente penalizzate, con i soli 1.249.737,84 euro annui assegnati per interventi rivolti a strade e scuole. Risposta totalmente inadeguata rispetto alle esigenze reali di uno dei territori tra i più vasti d’Italia con circa 3.000 km di strade e 172 scuole. I criteri adottati per la ripartizione non tengono conto dei reali fabbisogni dell’Ente».

Il presidente esprime rammarico per quella che definisce un’occasione persa: «Peccato perché si trattava di una decisione strategicamente e strutturalmente rilevante considerato che non è un contributo annuale ma pluriennale, dal 2019 al 2033, che avrebbe consentito, se sostenuto adeguatamente con risorse più corpose, di tornare a programmare interventi di manutenzione, dopo il blocco degli anni scorsi».

A fare da eco a Gatta ci ha pensato il deputato Antonio Tasso, ex M5S e attualmente iscritto al gruppo misto, che in un’interrogazione parlamentare ha denunciato come province anche più piccole di quella di Foggia abbiano ricevuto vantaggi di gran lunga maggiori: «Quello che contesto, decisamente, è il ‘criterio di assegnazione’, che si basa su coefficienti matematici, mentre esso andrebbe parametrato alla reale entità della rete stradale, alle strutture scolastiche gestite ed al numero dei ponti. Confermando lo status quo si andrebbe a cristallizzare la somma di 1.250.000€ per 14 anni creando una insostenibile sperequazione – in quanto province con un quarto di estensione rispetto a quella di Foggia sono assegnatarie di somme quadruple e addirittura ottuple – e si metterebbe un’ipoteca negativa e devastante sulle future possibilità di intervento».