Quest’anno Sanremo ha regalato soddisfazioni anche per Cerignola. Il cantautore Buva, alias Valerio Buchicchio, è stato insignito della Menzione speciale “Musica contro le mafie” lo scorso 5 febbraio a Casa Sanremo.

L’artista ofantino ha preso parte alla nona edizione della kermesse con il brano “Sud”, da lui scritto e prodotto con la partecipazione di Piero Monterisi alla batteria e Maurizio Mariani al basso elettrico, ed impreziosito dal videoclip firmato da Roberto Biadi, regista che ha lavorato anche per musicisti del calibro di Niccolò Fabi e Daniele Silvestri.

Il pezzo di Buva ha vinto la concorrenza di circa altri 350 brani e convinto la giuria, composta sia da tecnici che dai ragazzi delle scuole superiori, che hanno ascoltato il brano dal vivo nel corso della finale del 14 e 15 dicembre al teatro “Morelli” di Catanzaro, aggiudicandosi il premio organizzato dall’omonima organizzazione che promuove la cultura della legalità attraverso la musica e le canzoni. Abbiamo incontrato Buva che ha raccontato a lanotiziaweb.it le sue impressioni e le emozioni post Sanremo.

Il messaggio della tua canzone è particolare, perché attacca la mafia contrapponendole la bellezza del Mezzogiorno.

«“Sud” non è nata esattamente come un messaggio che prende di mira una mafia in particolare, ma è un modo per raccontare la mia terra. Ci sono le fotografie del mio “Sud” nel quale tutti possono riconoscersi, un posto più giù del Mezzogiorno d’Italia».

Ma non eviti anche di raccontare le sue contraddizioni…

«C’è un verso che recita “Braccia aperte verso il mondo” che è anche una richiesta di aiuto a chi ci può aiutare. Da ragazzo che vive al Sud sono testimone di una grande difficoltà nel mondo del lavoro, del disinteresse dello Stato, i grandi mali che attanagliano una terra meravigliosa».

C’è una frase, un passaggio che senti in particolar modo?

«”Il cuore punta finalmente il Sud”. Questa terra è il luogo del cuore, la terra cui appartengo e cui devo tutto. E’ una frase che esprime la mia riconoscenza».

Con la tua canzone sei riuscito a veicolare un tema così complesso ai ragazzi delle scuole superiori.

«Il messaggio di questa canzone si rivolge a tutti, giovani e meno giovani. Ma ho potuto vedere che il messaggio sia stato recepito in modo particolare nei ragazzi che componevano la giuria del concorso. E’ a quell’età che si forma la coscienza dell’individuo ed occasioni come queste sono importanti per rivolgersi a menti fresche e anime attive».

Dopo il premio, quali progetti hai per il futuro?

«Voglio continuare a lavorare come autore e a scrivere canzoni per altri artisti ed interpreti, la mia ambizione è allargare sempre più il mio giro. Magari più in avanti realizzerò un mio progetto musicale, con molta calma e senza alcuna fretta. Il mio obiettivo è quello di proporre un progetto valido che possa competere qualitativamente e sul mercato discografico».

Il trionfo di Buva in questa kermesse ci ricorda che la scena musicale locale è tutt’altro che immobile. Dopotutto Valerio stesso – che nella sua carriera può vantare il diploma all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma, un contratto con la Warner Music e una collaborazione con Ermal Meta (per il quale ha firmato come coautore il brano “Ercole”) – è la dimostrazione che qualcosa di interessante si sta muovendo.

Ma non è assolutamente banale il fatto che, in un momento storico così complesso e tormentato per il nostro territorio, un ragazzo di Cerignola vinca questo riconoscimento. E’ anzi la prova che la voce dei tanti giovani (e non solo) che vivono oppressi tra le mille contraddizioni di questa terra è forte e riesce a farsi sentire col proprio messaggio di speranza e di riscatto.