Dalla Commissione d’acceso prefettizia per valutare possibili infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale fino alle indagini della Procura della Repubblica: Franco Metta si difende in ogni modo provando a coprire tutti gli argomenti di possibile interesse. Così torna a parlare dell’appalto per la gestione della Villa Comunale proprio Metta: una questione che fu terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.

La società Cooperativa “Cerignola Progresso” vince il bando, deliberato con atto n. 295/2015 del 6 novembre 2015. A settembre del 2016 si stipula il contratto con la clausola di risoluzione in caso di comunicazioni negative ai sensi dell’articolo 91 D. Lgs. 6/9/2011 n.159 e successive modificazioni e integrazioni, in materia di lotta alla delinquenza mafiosa; una richiesta fatta inviata a giugno del 2016.

«La richiesta inoltrata il 13 giugno 2016 – ha detto Metta – ebbe riscontro in data 7 novembre 2017: un anno e cinque mesi dopo». Nel periodo di mezzo però il primo cittadino rivendica quanto da lui stesso posto in essere. «Inizialmente la gestione sembrò corretta e soddisfacente – racconta il Sindaco -. Ma presto la situazione cambia. Semplicemente per il rigoroso e severo esercizio dei poteri/doveri di controllo e vigilanza. Il 7 giugno 2017 il dirigente e il responsabile ambiente firmano una durissima contestazione alla Società Progresso. Segue il 15 giugno la ordinanza 58 a firma del Sindaco. Il 17 luglio ing. Izzillo e geom. Russo mi informano che la “PROGRESSO” poco o nulla ha fatto, in ottemperanza alla mia ordinanza. Meno di 48 ore dopo, il 19 luglio, il Sindaco firma l’ordinanza n. 72 con cui dichiaro la inadempienza della Progresso. La estrometto dalla gestione». Questo il decalogo di azioni raccontato da Metta.

A seguito la gestione della Villa Comunale passò nelle mani della Cooperativa Mondoservice. «Recupero le somme dovute a questa ultima da quanto dovuto contrattualmente alla “Progresso” – prosegue Metta -. Il tutto quattro mesi prima dell’arrivo della interdittiva antimafia prefettizia». Proprio pochi giorni prima della comunicazione dalla Prefettura di Foggia la situazione si evolve velocemente. «Alla ordinanza sindacale seguono la determina 1378/159 del 9/10/2017, in danno economico della società Progresso – rivendica Metta -. Il 3 novembre, prima che arrivi la nota prefettizia, gli uffici comunali contestano le inadempienze contrattuali. Avviano il procedimento di rescissione del contratto. Alla interdittiva seguono nel giro di 48 ore le determine di rescissione del contratto».

Intanto nella notte tra il 3 e il 4 novembre, intorno alle 2,00, un incendio distrusse il bar all’interno del parco cittadino: un fatto per il quale furono poi tratte in arresto due persone del posto. La gestione di fatto è stata revocata, ma la questione resta al centro delle attenzioni della Commissione d’accesso.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno