Nelle giornate del 26 e 27 febbraio 2019, nell’ambito dei “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, gli studenti dell’Istituto Agrario Pavoncelli di Cerignola hanno partecipato al corso pratico-professionale su “Tecniche di assaggio dell’olio evo”. L’attività di formazione è stata organizzata con un partner d’eccezione, la OP “Oliveti Dauni” in Confagricoltura di Foggia.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di formare i futuri tecnici su una tematica importante come quella del prezioso olio extravergine, sono le parole di Pio Mirra, dirigente scolastico del Pavoncelli, e Angelo Ippolito, Presidente di Oliveti Dauni. È per questo che abbiamo suddiviso la formazione in due giornate con relazioni tecniche sullo stato di salute della filiera olivicola-olearia e tecniche di assaggio a cui hanno partecipato ben 40 studenti, a ciascuno dei quali è stato fornito kit individuale per la degustazione.

La nostra olivicoltura, aggiunge Pio Mirra, non crede nella globalizzazione, ma in un modo diverso di fare economia, rispettoso della natura e delle aziende agricole. Quando si parla di olio pugliese si pensa sempre a contesti bucolici, dimenticando l’alto contenuto di innovazione delle nostre aziende che hanno un processo di produzione tanto rigoroso quanto selettivo.

Il successo dell’olio extravergine di oliva pugliese è legato prima di tutto alla cultivar selezionate di generazione in generazione, al suo ambiente geografico e pedo-climatico. Sono soprattutto le condizioni climatiche che determinano una elevata ricchezza di polifenoli nei frutto, che si formano a seguito di stress idrici e termici intensi. Infatti il nostro clima con la stagione estiva particolarmente secca e con precipitazioni limitate ed irregolari nei mesi invernali, fa sì che le piante d’ulivo contrastano la produzione di radicali liberi, accumulando polifenoli all’interno dei frutti. Oggi, oltre ai danni da gelo e all’avanzata della xylella, il rischio è la concorrenza del prodotto straniero soprattutto di Grecia e Tunisia, ma anche dal Nord Africa e dal Medio Oriente: le importazioni di olio di oliva sono aumentate e la mancanza di trasparenza in etichetta ne impedisce il riconoscimento, non permettendo ai consumatori scelte di acquisto consapevoli. Il mercato rischia da un lato di essere invaso dalle produzioni che non rispondono agli standard qualitativi e di sicurezza alimentare, dall’altro c’è il rischio delle truffe, perchè aumentano le produzioni contraffatte, nonostante l’Italia abbia moralizzato il settore per contrastare le frodi e le falsificazioni.

Occorre dunque più che mai valorizzare il vero “Made in Italy”, promuovendo l’olio extra vergine italiano e formare tecnici preparati sulla materia. A conclusione delle attività gli studenti hanno ricevuto l’attestato di formazione, che potrà arricchire il proprio curriculum e renderlo più spendibile nel mercato del lavoro.