L’Istituto Comprensivo “Carducci-Paolillo” e la Parrocchia “B.V.M. del Buon Consiglio” hanno siglato un protocollo d’intesa mirato al contrasto della dispersione e della devianza minorile nell’ampio e complicato territorio che fa riferimento alla scuola e alla chiesa.

«Un patto di mutualità educativa, al fine di monitorare le situazioni potenzialmente più problematiche – si legge nel protocollo -, intervenire tempestivamente in ordine alla riduzione delle condizioni che favoriscono il disagio giovanile scolastico ed orientare le scelte degli alunni». E’ questo il fine che Chiesa ed Istituzioni perseguiranno mettendo in sinergia le proprie forze. L’intesa si inserisce nel solco tracciato da “Charlie fa Surf”, l’iniziativa diocesana che ha porta l’animazione di strada nei quartieri periferici di Cerignola, approfondito da questo progetto con il protocollo d’intesa.

«L’attività si rivolgerà a quei ragazzi a rischio dispersione, che vivono un situazione da borderliner e non riescono a trascorrere tempo adeguato in classe – spiega ai microfoni de lanotiziaweb.it il parroco della chiesa del “Buon Consiglio” don Pasquale Cotugno, firmatario assieme alla dirigente scolastica dott.ssa Racanelli del patto educativo -. Le alleanze educative sono fondamentali per osservare e capire come intervenire sugli adolescenti. Molte volte la scuola, la parrocchia e le famiglie da sole non sono in grado di venire a capo a queste problematiche. Insieme possiamo comprendere le necessità dei ragazzi ed orientarli».

Il contesto territoriale in cui si agiranno scuola e parrocchia è una realtà periferica complessa e dalle mille contraddizioni che, come chiarisce don Pasquale, nel corso degli anni non ha ricevuto le dovute attenzioni da parte delle Istituzioni: «E’ un quartiere dove molti ragazzi sono a rischio dispersione e devianza. E’ un rione molto povero dove ci sono zone in cui lo spaccio avviene alla luce del sole e risiedono persone agli arresti domiciliari. Qui non è mai stata realizzata un’opera sociale ben strutturata e attraverso queste attività proveremo a penetrare nel tessuto sociale in maniera più proficua rispetto al passato».

Come definito nell’articolo 2 del protocollo, le modalità di recupero consisterà nella segnalazione delle situazioni a rischio da parte del consiglio di classe cui farà seguito l’accompagnamento e l’inserimento dei ragazzi in progetti e laboratori didattico-sociali, nei quali verranno coinvolti anche gli alunni cui verranno comminate note disciplinari e sospensioni come modalità di recupero. Dice don Pasquale Cotugno: «I laboratori riguarderanno l’allestimento scenografia per i progetti teatrali della scuola e attività ludico sportive. Nel pomeriggio verrà avviato anche un ulteriore laboratorio per gli studenti frequentanti l’indirizzo musicale».

L’attività di prevenzione però non si esaurisce nel recupero e nel coinvolgimento dei ragazzi; altrettanto importante è rivolgersi alle famiglie che verranno coinvolti nella scuola genitori gestita dai volontari dell’associazione “Emmanuel”: «Creare questa rete ci permette di conoscere il territorio ed intervenire. Come comunità credente non possiamo limitarci alla gestione del culto e dell’ordinario, ma dobbiamo essere in grado di dare un impulso forte».