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Aveva suscitato proteste e non poche polemiche la decisione del Governo Conte di destinare, nei fondi dedicati ai piani di sicurezza pluriennnali stabiliti dalla Legge di bilancio 2019, solo 1.2 milioni annui alla Provincia di Foggia. Il provvedimento era stato tacciato di inadeguatezza dai detrattori, i quali sostenevano come la cifra fosse inadeguata per realizzare gli interventi strutturali necessari per un territorio vasto (la provincia di Foggia è terza in Italia per estensione territoriale, n.d.r.) e pieno di problematiche quale è il foggiano e come al contrario fossero state stanziate cifre più elevate per province più piccole.

La decisione era stata contestata in particolar modo dal presidente dell’ente Nicola Gatta e dal deputato ex-M5S On. Antonio Tasso, il quale, pur riconoscendo la bontà del provvedimento, aveva anch’egli sottolineato come i fondi stanziati fossero insufficienti e aveva annunciato, lo scorso 31 gennaio, un’interrogazione parlamentare in merito. In particolare, nel suo intervento del “question time” del 6 marzo, il parlamentare sipontino ha puntato il dito contro i criteri di distribuzione dei fondi: «Chiedo al ministro Tria se il Governo non ritenga necessario adottare iniziative normative al fine di integrare i criteri di ripartizione già indicata garantendo una più equa distribuzione sul territorio delle risorse disponibili», scrive Tasso nell’interrogazione.

Dal canto suo, il titolare del Ministero dell’Economia e Finanze ha sottolineato la fondatezza della questione ed ha dichiarato che «il governo si dichiara disponibile a ridiscutere i criteri di riparto delle somme e ad affrontare le problematiche individuare dall’onorevole dichiarante». Risposta che ha lasciato più che soddisfatto l’On. Tasso: «Un ottimo risultato per il quale ringrazio il governo gialloverde, attento alle problematiche territoriali. Naturalmente seguirò costantemente questa vicenda a cui tengo particolarmente».

Una dichiarazione di intenti che tuttavia necessita di andare oltre le parole del Ministro Tria e le preoccupazioni di Tasso per concretizzarsi al più presto in un confronto tra Stato ed enti locali, al fine di individuare nuovi criteri di distribuzioni dei fondi e, soprattutto, le strategie più adatte per affrontare le problematiche locali. A chiederlo sono prima ancora degli amministratori le migliaia di persone che a Cerignola come in tutta la provincia devono quotidianamente fare i conti con servizi ed infrastrutture non all’altezza.