Quando la realtà dei vissuti, ciò che quotidianamente ci accade, diventa strumento in grado di mutare i nostri comportamenti, il nostro umore, le nostre idee, ecco che prende forma il significato vero della commedia teatrale: il teatro che mima la vita. Questo, e tanto altro, nella quattro giorni svoltasi al Teatro Mercadante di Cerignola, grazie all’Associazione Culturale e Compagnia Filodrammatica “I napoletani per caso” che, forte del favore riscosso lo scorso anno, in questa occasione ha scelto di proporre “Miseria e Nobiltà”, di Edoardo Scarpetta, celebre opera in tre atti, portata al successo anche da Totò nella fortunata riproposizione cinematografica del 1954.

La commedia ha come protagonista Felice Sciosciammocca, e la trama gira attorno all’amore del giovane nobile Eugenio per Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito. Il ragazzo è però ostacolato dal padre, il marchese Favetti, che è contro il matrimonio del figlio per via del fatto che Gemma è la figlia di un cuoco. Eugenio si rivolge quindi allo scrivano Felice per trovare una soluzione. Felice e Pasquale, un altro poveraccio, assieme alle rispettive famiglie, si introdurranno a casa del cuoco fingendosi i parenti nobili di Eugenio. La situazione si ingarbuglia poiché anche il vero Marchese Favetti è innamorato della ragazza, al punto di frequentarne la casa sotto le mentite spoglie di Don Bebè. Il figlio, scopertolo e minacciatolo di rivelare la verità, lo costringerà a dare il suo consenso per le nozze.

“Guardando la realtà dei tempi nei quali viviamo, dove è sempre più ampio il divario tra ricchi e poveri, mi è venuto subito in mente questo racconto e ho deciso di metterlo nuovamente in scena”, ha raccontato la regista Palma Perchinunno in esclusiva per Lanotiziaweb.it; “mettere insieme tanti attori non è mai semplice, ma loro sono stati davvero bravi e credo che siamo riusciti a realizzare qualcosa di veramente bello”. Le scenografie sono state realizzate da Francesco Chiappinelli, e hanno contribuito moltissimo alla buona riuscita delle quattro serate, dal 7 al 10 marzo, tutte sold out, nella splendida cornice dello storico teatro cerignolano, regalando non solo spunti di riflessione, dettati dalla trama tragicomica, ma anche un senso nobile al tutto: l’intero ricavato, infatti, è stato devoluto in beneficenza.

Professionali e sicuri i diciassette attori, tutti a proprio agio, ognuno nel suo ruolo, sono riusciti nell’impresa più importante: catturare l’attenzione del pubblico, rendendolo via via più partecipe, facendo scivolare via i tempi lunghi del teatro senza troppa fatica. Da Pupetta (Patty Zaccaro), alle esuberanti Concetta (Daniela Carbone) e Luisella (Barbara Calvio), passando per Gioacchino (Nino Schiavulli) e Luigino (Giuseppe Crudele), fino a giungere alle magistrali interpretazioni di Pasquale (Giuseppe Tessa) e Felice (Beppe Rendine); ancora, il piccolo Peppiniello (Raffaele Sgarro), l’elegante Eugenio (Giuseppe Cirulli), e la silenziosa simpatia del Primo e del Secondo Cuoco (rispettivamente Savino Dibisceglia e Vincenzo Labroca). Esilarante la figura di Vincenzo (Giuseppe Diploma), e quella di Biase (Michele Carbone), senza dimenticare Semmolone (Pasquale Gammella), il nobile Bebè (Nunzio Montrone), la ballerina Gemma (Milena Berardi), e Bettina (Tina Marzucco).

L’evento, inoltre, ha visto la partecipazione di diversi sponsor locali, tra i quali il Mobilificio Europa, Torre Giulia, Proshop, Casa Design, Ceruolo, Luongo, Cani e Gatti, Litografica ’92. Un successo annunciato che testimonia, una volta di più, la voglia di cultura ma anche la grande spinta benefica della città di Cerignola.

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