Molti bookmaker presenti sulla scena utilizzano interessanti metodi per “portare dalla propria parte” il cliente. Alcuni offrono una quota di benvenuto che va da 500 ad addirittura 1000 euro, altri alzano vertiginosamente le quote vincenti, da 1.01 – per esempio – ad 8.00, altri ancora garantiscono un bonus di vincita molto consistente per i nuovi giocatori. Ma come fanno i siti di scommesse a poter offrire queste effettive somme di denaro?

Certo, vi sono delle commissioni imposte per legge sulla vincita, ma non sono le uniche fonti di guadagno per questi siti. Le sponsorizzazioni, poi, sono abbastanza limitate per via di leggi stringenti sul gioco d’azzardo e la cosiddetta battaglia alla dipendenza da gioco.

Leggi molto stringenti non fermano i bookmaker

Esistono, oggigiorno, delle leggi molto severe sull’advertising dei bookmaker anche se, in maniera sempre molto controllata, i siti di scommesse sportive sembrano avere un maggiore respiro se paragonati con quelli di casinò e gioco d’azzardo tradizionale. Le politiche dell’ultimo decennio si sono fatte molto ostiche ed è necessario conoscere molto bene la legge prima di addentrarsi nel mondo del marketing per bookmaker.

Ricerche specifiche condotte dalle università australiane indicano che il target dei siti di scommesse è principalmente un pubblico giovane e, per lo più, di sesso maschile. Per raggiungere questo pubblico sono state create dei metodi ad hoc per colpire in pieno il bersaglio. A volte, però, le strategie non si rivelano del tutto vincenti.

Molti web surfer, infatti, che hanno manifestato un particolare interesse per il gioco d’azzardo ma non si sono mai sentiti “pronti” per giocare, sono stati bombardati talmente tanto da cookies di siti di scommesse che o hanno definitivamente abbandonato l’interesse per questi siti e, anzi, hanno manifestato una quasi totale ostilità, o diventavano giocatori dipendenti.

Come i bookmaker influenzano le emozioni del pubblico

L’interesse degli studiosi, tuttavia, si è soffermato su di un particolare tipo di scommessa: quella sportiva. Durante le partite di calcio, sui tabelloni, sulle maglie dei giocatori, infatti, sono presenti stemmi, loghi e sponsor di siti di betting online. Queste sponsorizzazioni generano nell’inconscio del giocatore sentimenti negativi o positivi nei confronti del match a seconda che la propria squadra stia vincendo o perdendo.

In particolare, se la propria squadra vince e il giocatore ha scommesso sulla vittoria sarà molto felice e vorrà continuare a giocare. Ugualmente se la propria squadra perde si può manifestare un sentimento di odio/delusione che potrebbe portare il giocatore a ripuntare nervosamente su altre partite o alzare il budget.

Il product placement nel marketing delle scommesse

Alcuni studi hanno poi sottolineato alcuni tentativi di product placement del proprio prodotto. Parliamo di pubblicità televisive o cartacee nelle quali il nome o il logo del sito o dell’agenzia non sono immediatamente riconoscibili. In ogni caso, questi messaggi subliminali, legali, sono posti in determinati momenti legati all’affidabilità, alla resistenza o alla vittoria.

Ecco che, nel giocatore si genera un sentimento positivo verso quel bookmaker in quanto si fa portatore di “valori” importanti che non possono aver a che fare con la sconfitta. Il giocatore fedele ad un bookmaker, infine, si sente parte della famiglia degli scommettitori che fanno parte di quel sito. E’ compito principale proprio dell’agenzia rendere il nuovo cliente membro di questo gruppo invogliandolo a restare aggiornato sulle quote, con offerte last minute su questo match piuttosto di quell’altro, bonus molto papabili e poi, perché no, premiazioni una tantum corrispondenti all’importo minimo di una schedina che può essere 2 euro o 3 euro a seconda del sito. Prima di scegliere il sito di scommesse su cui lanciare le tue puntate sporadicamente, il consiglio è comunque quello di consultare i migliori bonus scommesse per iniziare al meglio!