Il sesto ed ultimo appuntamento con le «Storie da Tè», la serie di incontri con gli autori partita lo scorso 4 novembre, ospitata a Cerignola da “Bramo-Cioccolateria Perrucci”, con la valente collaborazione della book-blogger Sara Giorgione e della libreria “L’albero dei fichi”, ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di domenica 24 marzo. Ospite dell’evento è stato il giovane autore foggiano Christian di Furia, scrittore di testi teatrali che hanno riscosso i riconoscimenti dei più importanti Festival, fra cui quello di finalista al Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2017. Ad essere presentato è stato «Un pallido puntino azzurro» (Nowhere books), libro nelle cui pagine vi è un monologo di genere fantastico che narra le vicende di un astronauta molto particolare di nome Franchino.

È lo stesso Christian, poco prima dell’inizio del dialogo con il pubblico, a spiegare a lanotiziaweb.it l’origine del titolo: «È quello di una fotografia celebre, almeno per gli addetti ai lavori. Fu scattata dalla sonda Voyager 1, facente parte di una missione NASA del 1976. Partì dalla Terra per effettuare per la prima volta il sorvolo dei pianeti Giove e Saturno, arrivando ai bordi del sistema solare esterno. Prima di arrivarci, il direttore della missione, Carl Sagan, chiese alla NASA di poter girare la telecamera della sonda così da scattare una foto del sistema solare al completo. La foto venne fatta e si vedevano tutti i pianeti, compresa la Terra. Era davvero un puntino piccolissimo, della dimensione di un pixel e che ha questo colore caratteristico, un acceso azzurro».

Il libro nasce come testo teatrale, con l’autore che evita di inserirvi le didascalie per far sì che il lettore possa leggere su pagina, dalla prima parola all’ultima, il testo così com’è alle origini. «È un monologo sui generis, che può essere letto anche come un racconto», spiega. Per quanto riguarda la contaminazione in atto fra elemento scientifico con quello fantastico, Christian tiene a precisare: «Qualcuno ci ha visto una sorta di metafora nel viaggio che fa il protagonista della storia, come se lui rappresentasse l’umanità intera. Il connubio fra fantasia e scienza diventa quasi un pretesto per indagare l’animo umano, come se fosse un viaggio dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo». Christian di Furia conclude rivolgendosi al lettore: «Deve godersi un viaggio poco usuale. Una sorta di ‘on the road’ fatto su una navicella spaziale, su una strada cosmica».

A chiusura di una rassegna meritevole di interesse, è tempo di stilare bilanci. Una delle anime promotrici dell’evento, Sara Giorgione, ha condiviso il suo con noi: «Nel complesso è positivo. In qualche modo abbiamo dato risalto alla cultura, a quegli autori anche meno conosciuti, a questa cioccolateria, alla libreria ‘L’albero dei fichi’, una delle poche presenti in questo territorio». E lo sguardo di Sara è già rivolto al futuro: «Con Tommaso (Perrucci, ndr) stavamo pensando ad una seconda edizione delle ‘Storie da Tè’, magari il prossimo anno. Continueremo comunque a lottare per fare sempre di più e sempre meglio. Abbiamo qualche chicca in programma per quest’estate. Ci stiamo lavorando…». La sinergia e l’entusiasmo messi in campo da queste realtà rappresentano una salutare boccata d’aria nuova per la città. A questo punto, non ci rimane che restare connessi con loro (seguendone, perché no, i sempre attivi canali social) per scoprire quanto prima cosa stanno facendo bollire in pentola.

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