«Gli agricoltori della zona non si sentono tutelati». Questo l’allarme lanciato da Giorgio Lovecchio – deputato M5S – che ha esposto a Montecitorio la drammatica situazione di violenza che sta interessando le campagne di Cerignola e della Capitanata, escalation culminata martedì 9 aprile con un violento assalto al Consorzio di Bonifica, in agro di Cerignola, località “Montagna Spaccata”. In quella data, intorno alla mezzanotte, un commando composto da otto o nove uomini, armati di fucile, ha picchiato e immobilizzato un guardiano e rubando dei mezzi appartenenti al Consorzio.

«Non si tratta di un episodio isolato – dice nel proprio intervento il parlamentare -, i cittadini e gli agricoltori della zona vivono in una situazione di grave di disagio e paura in quanto non si sentono molto tutelati dallo Stato». Quello di Lovecchio infatti è soltanto l’ultimo di una lunga serie di appelli lanciati dalle organizzazioni di settore che ormai da diversi mesi denunciano la recrudescenza di reati predatori in particolar modo nel corso di determinati periodi dell’anno, coincidenti con la raccolte di olive e la vendemmia. Appena due giorni prima dell’assalto al Consorzio di Bonifica, il 7 aprile, quattro uomini armati a bordo di un Alfa 147 nera costringevano il conducente di un trattore agricolo a scendere dal mezzo, appropriandosene.

L’On. Lovecchio ha sottolineato come la violenza delle bande e il clima di apparente impunità abbia portato residenti e imprenditori agricoli della zona in uno stato di rassegnazione e prostrazione, trasformando così gli agri di Capitanata in un far-west: «Sebbene la Capitanata molto spesso sia vittima di questi attacchi da parte della criminalità organizzata, purtroppo sono in parecchi a non denunciare per paura questi raid». «E’ necessario quindi – conclude il deputato pentastellato – che la Capitanata sia oggetto di attenzione speciale da parte del Ministero dell’Interno e l’autorità giudiziaria per garantire ai cittadini il proprio diritto di vivere una vita dignitosa senza dover rischiare la propria incolumità».

Tuttavia, prima ancora che dal Viminale e dalla Magistratura, sono arrivate le risposte da parte delle forze dell’ordine che, per la rapina del 7 aprile, sono riuscite a recuperare il mezzo rubato dopo un lungo inseguimento nelle campagne di Cerignola, mentre, nei giorni immediatamente successivi alla rapina al Consorzio, Polizia e Carabinieri setacciando strade e campagne limitrofe di Cerignola sono riusciti a recuperare alcuni dei mezzi sottratti all’ente.