«E’ superiore a 4 milioni e quattrocentomila euro il debito che il Comune di Cerignola ha maturato nei confronti di SIA. Per queste ragioni SIA ha chiesto formalmente al Sindaco Metta di pagare i debiti, far sì che entri liquidità nelle casse della Società e garantire il pagamento degli stipendi ai dipendenti ed i rapporti con i fornitori. Di tutta risposta, il Sindaco Metta e gli Assessori della sua Giunta hanno deliberato la volontà di darle il colpo di grazia», fanno sapere le consigliere del PD Teresa Cicolella e Maria Dibisceglia.

«Il Comune di Cerignola, infatti, riconosce arbitrariamente a SIA un debito pari a 2 milioni e 700 mila euro e propone alla società, nero su bianco, di sottoscrivere un accordo transattivo nel quale la suddetta cifra di 2,7 milioni di euro verrà pagata in 60 mesi (5 anni) con una rata mensile di 45mila euro. Una cifra ridicola che non serve a pagare neanche lo stipendio di due operai», commenta la consigliera Dibisceglia.

«Inoltre – dichiara la consigliera Cicolella – nulla dice Metta su quel milione e 600 mila euro che spariscono con un colpo di spugna, con un debito che passa da 4,4 milioni a 2,7. Eppure Metta ci tiene a far sapere che, durante il suo mandato, ha gia pagato a SIA oltre 3 milioni di euro di debiti accumulati negli anni, ma non dice che nel frattempo ha aumentato la TARI del 54%».

«Ancora una volta – continuano le consigliere – Metta conferma il progetto partito durante la campagna elettorale del 2015, quando l’allora candidato sindaco, nell’annunciare che non avrebbe mai realizzato il VI lotto di discarica, decretava l’inizio del fallimento di SIA. Un fallimento che ha portato all’implosione del Consorzio titolare di SIA, con l’abbandono dei 3 comuni della BAT (Trinitapoli, Margherita e San Ferdinando), la perdita di possesso degli impianti di Forcone Cafiero, il disastro ambientale causato dalla fuoriuscita del percolato dal V lotto di discarica, risolto solo grazie all’intervento della Regione Puglia che ha effettuato i lavori di emungimento. Non possiamo inoltre dimenticare il già citato aumento del 54% della TARI, il mancato avvio della raccolta differenziata quando questa, a dicembre 2016, avrebbe dovuto raggiungere il 65%, ma soprattutto un bilancio economico chiuso da SIA nel 2017 con un disavanzo di 3.800.000,00€, il doppio del Capitale sociale».

«L’accordo transattivo voluto da Metta e accettato dal management di SIA – concludono le democratiche – da il colpo di grazia alla società, su cui già pende il giudizio del tribunale rispetto alla procedura di concordato preventivo in continuità a causa della disastrosa situazione finanziaria dell’azienda. E Metta fa, ancora una volta, l’esatto opposto di quello che farebbe un Sindaco che vuole salvarla».