Cerignola-Comune

Duro botta e risposta tra il Sindaco di Cerignola Franco Metta e il giudice emerito della Corte di Cassazione Francesco Bonito. Nel suo spazio social di mercoledì 17 aprile Metta, che circa un anno e mezzo fa aveva riproposto la sua candidatura alla carica di Sindaco per la prossima tornata elettorale, ha riferito che Bonito (pronto a candidarsi, ndr) avrebbe intenzione di eliminarlo dai giochi «aprendo indagini su tutto ciò che mi riguarda, contravvenendo a principi dell’ordinamento giudiziario italiano poiché non ho mai commesso niente di illegale».

MettaMetta ha rincarato la dose e accusato l’ex giudice di aver determinato la costituzione di «una Commissione che indaghi e non abbia i limiti del diritto penale potendosi estendere in territori molto discrezionali»A stretto giro di posta la replica dell’ex-deputato Francesco Bonito: «il Sindaco Metta lascia trasparire il sospetto che io abbia operato per far venire a Cerignola la Commissione Prefettizia che sta operando per verificare se ci sono state influenze mafiose nell’attività amministrativa. Rispetto l’iniziativa del Ministro ma devo respingere nettamente le accuse – prosegue – E’ assolutamente falso che io abbia provocato questo accesso che si è verificato evidentemente in seguito a denunce dell’opposizione e diversi imprenditori che hanno visto leso il proprio diritto a partecipare alle gare d’appalto»Nel controbattere Bonito definisce le accuse mosse da Metta come «assolutamente inconcepibili non solo per i dati temporali ma perché sono una persona per bene e ritenuta onesta che non si sarebbe mai spinta a qualcosa di tanto grave. Sono stato magistrato in servizio fino al 24 gennaio scorso. Il 23 gennaio ho presieduto il collegio della Prima Sezione Penale della Cassazione ed è stata la mia ultima udienza. Quindi secondo la tesi del Sindaco Metta un consigliere della Corte di Cassazione avrebbe fatto una cosa del genere, da magistrato avrebbe cercato di provocare l’accesso prefettizio per indagini antimafia”.

Bonito fa poi chiarezza anche sulla propria posizione in vista delle elezioni amministrative del 2020.  Dopo un suo intervento a una convention di Fratelli d’Italia, nel corso della quale aveva speso parole dure sui rapporti mafia-politica, alcuni lo avevano individuato come figura di riferimento di una parte del PD a Palazzo di Città. Tuttavia, come egli stesso precisa, «non c’è stata alcuna autocandidatura a Sindaco. Ho dato una sola e semplice disponibilità ad un gruppo di giovani che appossionatamente vive la realtà politica cerignolana perchè ho sentito il dovere di dar loro una mano. Ho viceversa detto alla segreteria del Partito Democratico che non ho intenzione di dividere».

Ma il botta e risposta non sembra essersi fermato qui. Nel corso di un’intervista radio di sabato 20 aprile Metta sembra indirettamente e velatamente fare riferimento anche in questo caso al possibile candidato sindaco: «C’è qualcuno che ha interesse a condizionare l’esito dei concorsi facendo uscire queste notizie false. Qualcuno – conclude Metta – che avendo sollecitato tramite le sue conoscenze l’istituzione della Commissione di Accesso agli atti sperava di paralizzare l’attività dell’Amministrazione, tentativo che è stato denunciato alla GdF».

A poco più di un anno dalle amministrative del 2020 – semmai dovessero svolgersi, considerato il lavoro ancora in corso della Commissione d’Accesso – si respira già un acceso clima di campagna elettorale e ai toni alti e alle polemiche tra le parti (saranno probabilmente un leitmotiv dei prossimi mesi, ndr) porrà fine soltanto il verdetto finale, degli elettori o del Prefetto.