«L’amministrazione comunale Metta resta in piedi grazie all’astensione di Forza Italia. Il bilancio passa e passa il salasso per i cittadini di Cerignola sulla TARI. Ma oramai è certo: ai cittadini si chiede più di quel che è dovuto». Commenta così il consigliere Sgarro a margine dell’approvazione del bilancio di previsione a Cerignola grazie all’astensione dei due consiglieri di Forza Italia.

«Con l’aumento del 36% sia dell’aliquota fissa che di quella variabile, il gettito totale della TARI a luglio è stato portato a 13,8 milioni (circa 9 milioni di costi fissi e 4,8 milioni di costi variabili). Il Sindaco motivò quell’aumento come la somma del 25% di aumento dei costi variabili di smaltimento e dell’11% dei costi fissi relativi al servizio di raccolta. Sommare le due distinte percentuali d’aumento ed applicare la loro somma ad entrambe le aliquote della TARI è stato un madornale errore, in quanto le aliquote fisse servono a coprire i costi fissi e quelle variabili i costi variabili. Su questo abbiamo interrogato Il Ministero dell’Economia e della Finanza e faremo valere i diritti della cittadinanza».

«Nonostante questo grave precedente, – spiega e incalza Sgarro- oggi ci viene presentato un Piano economico finanziario e relative tabelle delle aliquote altrettanto carenti ed irragionevoli. La conferma delle aliquote deliberate a luglio 2018, infatti, non trova riscontro nel PEF 2019, in quanto i costi fissi risultano essere pari a 6.590.639,26 € (mentre a luglio erano circa 9 milioni) e quelli variabili 7.254.765,47 € (mentre a luglio erano circa 4,8 milioni). Nei fatti il gettito TARI è maggiore del costo di servizio, e dal capitolo TARI si continuano a prendere soldi che nulla hanno a che fare con il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, mentre gli operai Sia sono costretti ad operare con mezzi ed attrezzature scassate ed obsolete, nonostante questi circa 2 milioni di gettito TARI in più».

«Sostanzialmente una truffa a danno dei cittadini. Quello della TARI è un buco nero. A Cerignola i costi fissi li pagano in gran parte le famiglie (81%), quelli variabili in gran parte le imprese (71%). Quali sono i criteri razionali per i quali l’Amministrazione divide in tal modo i due tipi di costo? Le riduzioni a chi sono state concesse? Alle imprese o alle famiglie? Perché a distanza di un anno continuano ad emettersi determine che richiamano l’ordinanza del Sindaco sull’emergenza? Siamo ancora in emergenza? A Cerignola una tonnellata di rifiuti costa 500 euro mentre la media nazionale è di 300 euro (dati Ispra). Dove finiscono i nostri soldi?»

«Ci si fa vanto di interventi pubblici e nel sociale, -conclude Sgarro- ma si dà con la destra e si prende, e tanto, con la sinistra. Una TARI così salata e che rischia di aumentare ulteriormente a luglio, come scrivono i Revisori dei conti, penalizza pesantemente le fasce più povere di Cerignola, gli anziani, i disoccupati, le famiglie, oltre che le imprese e gli esercenti di una città economicamente al collasso. Tutto questo, e in realtà tanto altro di un bilancio lacrime e sangue per Cerignola, non è bastato ai consiglieri di Forza Italia per far cadere l’amministrazione. Loro si astengono, i cittadini pagano, Metta ringrazia».