Auto Capitano Carabinieri Cerignola
Foto Ansa

Sono passati oltre cinque mesi dal grave episodio doloso – lo scorso 4 dicembre – nel quale fu incendiata l’autovettura, una Bmw, di proprietà dell’allora Comandante della Compagnia Carabinieri di Cerignola, il capitano Michele Massaro. Un episodio che scosse la comunità e i vertici provinciali dell’Arma. Uomini e volanti inviate a Cerignola, perquisizioni, parole in abbondanza e una manifestazione di solidarietà il sabato successivo ai fatti. Dopo 47 giorni dall’attentato incendiario il Capitano Massaro, a due anni e mezzo dal suo arrivo a Cerignola, è stato trasferito alla Compagnia dei Carabinieri presso lo stato maggiore dell’Areonautica a Roma.

Pertanto è oggi legittimo chiedersi a che punto siano le indagini su quanto accaduto lo scorso dicembre? Nella parentesi cerignolana Massaro ha coordinato diverse operazioni importanti di contrasto al crimine, ha servito lo stato in una terra dura e difficile, ha subito un attacco personale (ma certamente diretto all’intera Arma dei Carabinieri, ndr) e poi è stato trasferito. E’ legittimo allora chiedersi in che modo lo Stato tutela un proprio servitore?

Probabilmente vi sono indagini sotto traccia, c’è riserbo, ma certamente è necessario che la cittadinanza sappia cosa è accaduto, altrimenti si corre il rischio di cadere nell’ovvia considerazione che, a seguito di un fatto grave, si è risolto tutto con un semplice trasferimento.

L’OPERATO DI MASSARO A CERIGNOLA Dai controlli ai maxi sequestri di stupefacenti (e piantagioni), fino al riciclaggio e furto di automezzi. Lotta allo spaccio; diversi i blitz nei quartieri più a rischio. Fondamentale il lavoro degli uomini di Massaro, e quindi della Stazione di Cerignola guidata dal maresciallo Salvatore Giaccoli, nell’operazione “Ocean’s Drive”, l’assalto al caveau in Svizzera (febbraio 2018). Nell’estate dello stesso anno sequestri a diverse piantagioni di marijuana. Nei 28 mesi di Comando del Capitano i Carabinieri anche i blitz interforze contro gli ambulanti irregolari e il supporto al nucleo ambientale di Bari per il sequestro del depuratore di giugno 2017. Ad opera della Compagnia di Cerignola anche i sigilli a porzioni degli impianti SIA e una notevole quantità di arresti per rapina.