Si sono svolti questo pomeriggio i funerali del giovane Donato Monopoli, il 25enne deceduto lo scorso 8 maggio dopo 7 mesi di coma. Uno striscione ha sintetizzato il pensiero di tutta la comunità cerignolana: “Giustizia per Donato”. Si chiede giustizia infatti, perché non è stato per nulla chiaro quel che è accaduto ad ottobre scorso: la notte del 6 il giovane cerignolano venne picchiato a seguito di una discussione generata da futili motivi, un urto casuale sulla pista da ballo tra parte offesa e un indiziato. Da lì il ricovero a San Giovanni Rotondo, l’intervento e la lunga agonia.

Dopo la morte di Monopoli i due responsabili dell’aggressione sono indagati per omicidio aggravato dai futili motivi; si tratta dei foggiani Michele Verderosa e Francesco Pio Stallone, i venticinquenni sospettati di aver picchiato la notte sul 6 ottobre 2018 all’interno di una discoteca di Foggia, «Le Stelle» di via Trinitapoli, il coetaneo cerignolano.

Toccante durante le celebrazioni in Duomo le parole di Monsignor Luigi Renna, che ha ricordato come «troppo spesso la violenza anima il quotidiano e si accanisce sui più deboli. E’ giusto chiedere giustizia, è giusto che ci sia giustizia ed è giusto pregare perché si faccia giustizia». Tanta la partecipazione alle esequie di un ragazzo al quale tutti volevano bene; un figlio di questa terra animato da garbo e buona educazione, che mancherà non solo a chi lo ha conosciuto ma all’intera comunità.

>> FOCUS SULLA VICENDA <<

IL REFERTO: «Imponente emorragia per trauma cranico» Il primo referto medico fu stilato al pronto soccorso degli ospedali riuniti di Foggia poco dopo l’una di notte del 6 ottobre di un anno fa, quando Donato Monopoli fu trasportato in gravi condizioni dall’ambulanza del «118». Il medico di turno nel nosocomio foggiano che visitò il venticinquenne foggiano parlò di una emorragia imponente al capo, che non era compatibile con l’ipotesi di un contraccolpo da caduta a terra accidentale. Il paziente fu subito trasferito visto la gravita delle sue condizioni a «Casa sollievo della sofferenza» di San Giovanni Rotondo, dove i medici attestarono che il paziente era in pericolo di vita. Nel primo capo d’imputazione contestato ai due indagati dal pm – lesioni gravi – si parlava di «lesione personale grave consistita in una emorragia subaracnoidea, quale conseguenza di un trauma cranico-commotivo con prolungata perdita di coscienza». (tratto da Gazzetta di Capitanata)

L’ACCUSA DI OMICIDIO Pressoché scontata la modifica del capo d’imputazione provvisorio da parte della Procura di Foggia, dopo il decesso del giovane di Cerignola. Dall’iniziale contestazione di lesioni gravi aggravate dai futili motivi – reato per il quale i due indagati furono fermati poche ore dopo dai carabinieri, venendo posti ai domiciliari dopo 48 ore e rimessi in libertà ad aprile – si è passati ora a quella di omicidio ipotizzata dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, nell’avviso per affidare l’incarico per l’esame autoptico.

GLI ATTI PROCESSUALI L’amico di Donato Monopoli, a sua volta colpito al volto durante l’aggressione nella discoteca, riferì che lui e l’amico (deceduto 6 giorni fa) erano stati ferocemente aggrediti sulla pista da ballo da due giovani foggiani, subito dopo una discussione tra loro e Monopoli, colpito con pugni al volto e calci anche dopo essere caduto.

Agli atti dell’inchiesta ci sono poi le dichiarazioni di un secondo amico della vittima presente la notte del 6 ottobre scorso nella discoteca foggiana. Raccontò ai carabinieri d’aver visto due giovani colpire con calci e pugni in faccia i suoi due amici, e che Donato Monopoli perse i sensi, motivo per cui fu chiesto l’intervento del «118».

I carabinieri della compagnia di Foggia intervenuti in via Trinitapoli presso la discoteca teatro del litigio risalirono subito all’identificazione dei due incensurati: furono effettuate individuazioni fotografiche e i due amici di Monopoli li riconobbero come i presunti aggressori. I 2 foggiani vennero così fermati e portati inizialmente in carcere.

Il gip che pose ai domiciliari Verderosa e Stallone ritenne «insufficienti» le loro giustificazioni; «hanno cercato di minimizzare senza dare adeguata spiegazione alle gravi lesioni di Monopoli in rapporto alla mancanza di evidenti segni di aggressione sulle loro persone», nonostante sarebbero stati in due contro gruppo di cerignolani.