Ha avuto luogo nella mattinata di sabato 25 maggio, presso il Liceo Scientifico “A. Einstein” di Cerignola, la presentazione del libro «Mi chiamo Sabrine – Un’italiana di seconda generazione», edito da Radici Future. L’autrice è Sabrine Aouni, nata a Barletta nel 1997 da genitori tunisini. L’opera è un’intervista-libro nata con lo scopo di rappresentare una testimonianza forte in un Paese che sta inesorabilmente cambiando.

L’incontro si inserisce nel calendario di eventi previsti nella rassegna «Libri accolti – Waiting for Fiera del libro 2019», organizzata dall’Associazione Culturale cittadina OltreBabele (in collaborazione con il Liceo Scientifico ‘A. Einstein’, l’ITET ‘D. Alighieri’, lo SPRAR Minori Comunità Educativa ‘San Francesco d’Assisi’, la Cooperativa Sociale ‘Un sorriso per tutti’, l’Associazione ‘Casa Di Vittorio’ e la libreria ‘L’albero dei fichi’). Poco prima del suo inizio, Sabrine si è concessa a lanotiziaweb.it, spiegando come sia nata l’idea di questo libro: «Mi è stato proposto dalla casa editrice, dal suo presidente Leonardo Palmisano, di scrivere della vita dei ragazzi italiani di seconda generazione, prendendo spunto dalla mia. Essere un cittadino italiano di seconda generazione significa, a livello istituzionale, avere genitori stranieri ma essere nati in Italia, o essere venuti qui molto, molto piccoli. Si parla di bambini che arrivano quando hanno appena iniziato a capire cos’è la vita, cos’è la scuola, cos’è fare amicizia, ecc. In realtà, sia formalmente che sostanzialmente, possiamo considerare questi ragazzi italiani, perché fanno parte di questa società: metterli in una società diversa sarebbe come mettere un pesce fuor d’acqua».

Lo Ius Soli è stato uno dei temi intorno al quale la politica italiana si è maggiormente dilaniata, senza giungere effettivamente ad un punto. E in ottica futura, Sabrine non pare essere molto ottimista: «Non sono molto fiduciosa, bisogna essere abbastanza realisti. La politica, i partiti e il governo che abbiamo ad oggi non sono proprio accoglienti in questo senso – afferma con un sorriso amaro -. Va considerato che lo Ius Soli è un sistema di leggi presente persino negli Stati Uniti e sappiamo che la cittadinanza americana è una delle più importanti a livello mondiale, sia per una questione economica che geografica. Penso che in Italia non sarà facile arrivarci». Nonostante questo, Sabrine non perde del tutto la speranza: «Io ho acquisito la cittadinanza italiana nel 2017. So che non è facile vedersi esclusi, non poter fare molte cose, ma questo non dev’essere un ostacolo che ci faccia stare fermi e non andare avanti. Bisogna continuare a vivere le proprie città, le proprie periferie, il proprio paese: è un appello che faccio ai ragazzi come me, ma anche a tutti gli altri. Siamo noi il futuro e da noi bisogna iniziare a costruire».

Diversi sono stati i temi toccati e gli spunti di riflessione in sede di dibattito, moderato dagli stessi alunni. Da studentessa di Scienze Politiche, Sabrine affronta queste problematiche con un occhio anche tecnico. L’Italia è uno dei Paesi ancora indietro dal punto di vista legislativo in tema di Ius Soli. Ci sono tanti, troppi cittadini esclusi senza alcuna colpa: «L’esclusione è sempre una sconfitta, porta alla costruzione di muri sempre più difficili da abbattere», tiene a sottolineare l’autrice. Ecco quindi che la scuola ricopre un ruolo fondamentale in questi termini, anche attraverso la pratica dello sport che, in più di una circostanza, rappresenta un efficace strumento di inclusione. Sabrine punta successivamente il focus sul familismo, un concetto che col trascorrere degli anni è molto mutato nella sua famiglia, avendo diversi cari in Tunisia.

Occorre perciò prestare maggiore sensibilità quando si affronta il tema dei fenomeni migratori, spesso approcciato invece con superficialità, soprattutto se essi comportano la divisione di nuclei familiari. Merita particolare attenzione anche il problema del proliferare delle fake news, che ha contribuito ad alimentare un clima di tensione che può spingersi fino a diventare vero e proprio odio. Sabrine testimonia quanto questo fenomeno le abbia causato problemi, avendo subìto attacchi sui social network. Tuttavia, non si è mai lasciata scoraggiare, rispondendo alla becera ignoranza con l’arma dell’ironia.

Sabrine Aouni rappresenta uno di quei volti che fa guardare al futuro del Paese con più ottimismo. Lo stesso vale anche per gli studenti del Liceo ‘Einstein’, protagonisti di questo importante progetto. L’auspicio è che questo Paese si decida a stare al loro passo.

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