Sono 34 gli indagati dell’inchiesta «Oro giallo»: per 24 il gip ha ordinato l’arresto, disponendo il carcere per 14 e i domiciliari per altri 10. Sono 80 i capi d’imputazione contestati dalla Procura a vario titolo ai 34 indagati complessivi per fatti che vanno dal 2014 al 2016: associazione per delinquere contestata a 19 persone per lo più di Cerignola; ricettazione; vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine; frode in commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; violazione della legge 283 varata nell’aprile del 1962 in materia di «disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande»; truffa all’Inps perché alcuni indagati sarebbero stati as- sunti fittiziamente come braccianti da ditte, beneficiando delle indennità di disoccupazione.

Il reato associativo il pm lo contesta a 19 indagati per «aver costituito un’associazione gerarchicamente definita, formata da più articolazioni operative e in base a una precisa ripartizione territoriale, finalizzata a una serie di fro-di in commercio correlate alla produzione, distribuzione e commercializzazione sul territorio nazionale e tedesco – secondo una precisa divisione delle zone di distribuzione del prodotto – di ingenti quantitativi di olio di origine vegetale (prevalentemente olio di semi, di soia o di girasole) colorato con clorofilla o betacarotene, e spacciato quale “olio d’oliva” o “olio extravergine d’oliva”, prodotto in Italia, etichettato con marche e sigle di fantasia e riferiti ad aziende e ditte italiane risultate inesistenti».

Secondo l’accusa Nicola Sinerchia, 65 anni di Cerignola, è «il capo e organizzatore dell’associazione: ha fornito a tutti gli associati attraverso l’oleificio “Si.Ol” nella sua disponibilità, e base logistica della struttura, oli vegetali diversi dall’olio d’oliva, clorofilla, betocarotene, materiale da imballaggio, curando le fasi di fornitura e preparazione del prodotto da distribuire in Italia e Germania da altri associati». I cerignolani Donato Russo, Giovambattista Compierchio e Luigi Grieco sarebbero gli «addetti alle operazioni prodromiche e di preparazione (miscelazione, trasporto, imbottigliamento) dell’olio adulterato da consegnare a altri associati per la distribuzione». A Paolo Merra, pure cerignolano, la Procura contesta il ruolo di «organizzatore dell’associazione: si riforniva stabilmente delle materie prime (olio vegetale, clorofilla e betacarotene) nell’oleificio di Sinerchia, avvalendosi di collaboratori per le operazioni di preparazione e produzione dell’olio adulterato svolte in magazzini e siti nella sua disponibilità; e curava poi le fasi di distribuzione in Germania». Giulio Colombrino, casertano residente in Germania e Antonio Fusillolucano pure residente in Germania, avrebbero invece fornito «all’associazione per delinquere, per il tramite di Paolo Merra, supporto logistico e curando gli aspetti distributivi nel territorio tedesco». Dell’associazione farebbero poi parte ulteriori indagati che si sarebbero riforniti di olio di semi e clorofilla da Sinerchia per poi produrre in proprio l’olio adulterato vendendolo chi in Emilia Romagna, chi in Piemonte, chi in Lombardia, chi nel sud Italia.

GLI INDAGATI: 14 IN CARCERE 10 AI DOMICILIARI

Sono 24 complessivamente le ordinanze cautelari (14 in carcere e 10 ai domiciliari) firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura nell’inchiesta «Oro giallo». In carcere in occasione del blitz dello scorso 13 maggio sono finiti i cerignolani Nicola Sinerchia, 65 anni; Paolo Merra, 61 anni; Savino Merra, 59 anni; Rosario Pedico, 72 anni; Antonio Pedico, 47 anni; Francesco Totaro, 55 anni; Crescenzio Strafezza, 42 anni; Donato Russo, 51 anni; Giovambattista Compierchio, 48 anni; Luigi Grieco, 61 anni; Sabino Romano, 48 anni (quest’ultimo nei giorni scorsi ha ottenuto i domiciliari dal gip ndr); Giulio Colombrino, 44 anni, originario di Cancello Scalo, in provincia di Caserta, ma residente a Bischofsheim, in Germania; Antonio Fusillo, 64 anni, di Tricarico, in provincia di Matera, ma residente a Bischofsheim, in Germania; Nicola Specchio, 33 anni, originario di San Giovanni Rotondo ma residente a Stornara. I domiciliari furono disposti per i cerignolani Franco Sforza, 57 anni; Matteo Mastropietro, 53 anni; Giovannino Scardigno, 61 anni; Pasquale Gisario, 43 anni; Vito Totaro, 28 anni; Pasquale Salatino, 79 anni, originario di Caloveto, in provincia di Caserta ma residente a Edingen, in Germania; Giovanni Gallo, 76 anni, originario di Foggia e residente a Lippstadt, in Germania; Domenico Mammoliti, 33 anni, originario di Francoforte e residente a Hettersheim, sempre in Germania; Luigi Martignetti, 57 anni, di San Severo; Michele Sabatino, 52 anni, di Hanau e residente in Germania.

tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno