L’anno scorso era stato annunciato tra la curiosità (e anche un po’ di scetticismo) degli addetti ai lavori, ma alla conclusione dell’anno scolastico, il liceo quadriennale allo “Zingarelli” – che assieme all’ITIS “A.Righi” è stato il primo a Cerignola istituto ad accettare la nuova sfida didattica lanciata dal MIUR – sembra essere un esperimento più che riuscito.

«La realtà chiede delle risposte diversificate e molto più concrete del passato – dichiara ai nostri microfoni la prof.ssa Aurora Quarticelli, coordinatrice della classe sperimentale -. Il percorso quadriennale permette agli alunni di guadagnare tempo nel raggiungimento degli obiettivi accademici, senza che venga mortificato in alcun modo l’aspetto didattico che, anzi, è stato potenziato nell’ottica di creare un corso potenziato e non semplificato».

Sebbene sia stato ridotto di un anno il percorso scolastico, il monte ore infatti risulta incremetato di circa 400 unità nel corso dei quattro anni, con 36 settimanali e 1188 totali per i primi tre anni, che salgono a 37 settimanali e 1221 complessive nel corso dell’ultimo anno. Una soluzione che ha permesso di conciliare l’esigenza di semplificazione con la salvaguardia dei posti di lavoro che, anzi, sono aumentati. Il punto di forza del corso quadriennale sta infatti nella didattica innovativa, intensiva ed internazionalizzata. Gli iscritti di questo primo anno si sono confrontati con docenti madre lingua inglese e francese, hanno sostenuto esami per la certificazione linguistica di livello B1 Cambridge (inglese), Delf (francese) e CLL (latino) oltre che ad avere un approccio didattico orientato alla digitalizzazione.

Di quest’ultimo aspetto ne abbiamo parlato il prof. Gianfranco Claudione, referente scientifico per il liceo quadriennale: «Sono state diverse le innovazioni messe a disposizione degli alunni, dall’uso dei tablet al posto di libri e quaderni alla piattaforma e-learning che, grazie ai sistemi di chat e forum, permette agli studenti di essere seguiti dai docenti anche al di fuori dell’orario scolastico nel caso siano necessarie spiegazioni o chiarimenti ulteriori». Particolarmente importante è stata l’introduzione del laboratorio di comunicazione digitale, «una disciplina di alfabetizzazione digitale ma non solo, poichè ha permesso ai ragazzi di approcciarsi ad una riflessione sul mondo digitale e sviluppare una capacità di discernimento tra le fonti con le quali si rapportano ogni giorno sul web e nel mondo della comunicazione in generale».

Ma cosa ne pensano docenti, famiglie e studenti del nuovo percorso quadriennale?Leggendo i questionari sottoposti loro dagli organi dello stesso Istituto, è possibile riscontrare un livello di gradimento molto alto in tutti gli ambiti. Il polso della situazione tuttavia lo si può tastare ascoltando le parole degli studenti della classe sperimentale, la I^ C-S. «E’ stata una sfida ma anche un’opportunità per crescere affrontando qualcosa di diverso dal solito che ci potesse dare delle competenze in più», dice Antonella. «Abbiamo trovato molto interessante e utile servirci delle piattaforme digitali anzichè dei soliti libri di testo perchè è un sistema più semplice ed efficace», aggiunge Gianmarco.

«E’ stata una bella novità perchè è un qualcosa cui non ci siamo mai approcciati prima – afferma Martina, parlando dei laboratori di comunicazione digitale -. Abbiamo imparato a scrivere recensioni su serie tv e film, creare marchi e pubblicità e realizzare e-book, tutto unendo le competenze digitali con il background della cultura classica». Il bilancio del primo anno di liceo classico è senza dubbio positivo, e a riprova c’è anche il fatto che l’anno prossimo verrà formata una nuova prima classe per il corso sperimentale. Una boccata d’aria per lo “Zingarelli” che, come la maggior parte dei licei classici in Italia, aveva sofferto un calo delle iscrizioni.

«Tutto questo è stato possibile grazie all’entusiasmo e alla voglia di mettersi in gioco dei nostri docenti – ha dichiarato la dirigente dott.ssa Giuliana Colucci ai microfoni de lanotiziaweb.it -. E’ tramite loro che possiamo dare vita ai progetti che pensiamo per i ragazzi, con l’obiettivo di proiettarli verso il futuro mantenendo però ben salde le nostre radici classiche ed umanistiche».

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