Ha avuto luogo nella mattinata di mercoledì 5 giugno, presso l’auditorium dell’IISS “Augusto Righi” di Cerignola, l’incontro di rendicontazione del primo anno del nuovo percorso di studi quadriennale, che fa riferimento al Liceo Scientifico opzione Scienze applicate. A partire dall’anno scolastico 2018/19, infatti, il Ministero della Pubblica Istruzione ha concesso, in via sperimentale, a 149 scuole in tutta Italia di intraprendere questo nascente itinerario. Nel territorio della Provincia di Foggia sono tre gli Istituti ad essersi incamminati su questa via, due dei quali a Cerignola: si tratta del Liceo Classico “Nicola Zingarelli” e, appunto, l’IISS “Augusto Righi”. Il nostro sito se ne occupò proprio nel periodo in cui all’Istituto di via Antonietta Rosati giunse il placet da parte del MIUR, a febbraio del 2018.

Il primo anno del percorso di studi quadriennale è ormai vicino alla conclusione ed è tempo di tirare le somme. Lo si è fatto in un incontro presieduto dal dirigente scolastico, prof.ssa Maria Rosaria Albanese, dalla coordinatrice della classe prima quadriennale, prof.ssa Elvira Daddario, e dalla prof.ssa Maria Aida Tatiana Episcopo, dirigente Ufficio Scolastico Provinciale-Foggia. Diversi sono stati i punti analizzati, al fine di illustrare un report più dettagliato possibile sull’andamento dell’anno scolastico prossimo al termine e soggetto a costanti step di monitoraggio e studio. È stato un percorso iniziato ponendosi obiettivi da raggiungere e sfide da superare, seguendo la bussola della didattica innovativa e laboratoriale. Gli studenti hanno avuto la possibilità di sperimentare, parallelamente alla cosiddetta didattica tradizionale, quella multimediale. Si tratta di un’offerta formativa monitorata affinché si attivi un sistema che introduca gradualmente elementi di flessibilità e autogoverno dei processi didattici ed organizzativi, ma anche di decisione e riprogettazione futura. Il monitoraggio finale è successivamente servito ad individuare, attraverso questionari a cui sono stati gradualmente sottoposti alunni, insegnanti e genitori, punti di forza e di criticità, rilevare il consenso riscosso, mettere sotto la lente d’ingrandimento eventuali intoppi e formulare nuove proposte in chiave futura.

«Siamo molto soddisfatti – sottolinea il dirigente scolastico, Maria Rosaria Albanese, a lanotiziaweb.it -. Il bilancio dello svolgimento del primo anno è molto positivo, sotto diversi aspetti. Il primo è il livello di apprendimento dei ragazzi. Non abbiamo ancora svolto gli scrutini finali, ma già dagli step di verifica eseguiti nel corso dell’anno, ci siamo resi conto che questo gruppo di studenti, peraltro particolarmente motivati, ha raggiunto risultati mediamente buoni, se non addirittura eccellenti in alcuni casi. Si è creata un’alchimia molto speciale in questa classe, diverse variabili hanno lavorato sinergicamente e congiuntamente per un risultato positivo: da una parte un gruppo di studenti ben motivato, dall’altra docenti che sono riusciti a lavorare con sinergia inedita». E proprio a proposito della sinergia fra insegnanti, nel liceo quadriennale sono previste ore di codocenza, a partire dal secondo anno, nelle discipline matematica-informatica e fisica-scienze naturali, con la didattica laboratoriale che in questo giocherà un ruolo fondamentale. «Il percorso quadriennale, avendo una durata ridotta rispetto ai tipici standard italiani, ha in qualche modo ‘obbligato’ i docenti a rivedere le impostazioni didattiche – afferma la dirigente -. In Italia abbiamo un’inveterata idea, quella che alla quantità corrisponda la qualità della scuola, per cui cinque anni sarebbero meglio di quattro. Questa idea della quantità, in un’impostazione quadriennale, viene sconfitta da una solida impostazione didattica, innovativa, che deve puntare sulle competenze e non soltanto sul nozionismo».

Il percorso di studi è esattamente lo stesso del Liceo delle Scienze applicate quinquennale, ma reimpostato in 35 ore settimanali, alcune delle quali svolte in orario pomeridiano, per due giorni a settimana. Punto saldo di questo indirizzo di studi è anche l’alternanza scuola-lavoro, oggi indicata come “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”: «I ragazzi del quadriennale, a differenza di chi frequenta il quinquennale, cominceranno questa attività al secondo anno – afferma la prof.ssa Albanese -. È stato molto bello vedere, verso la fine di questo anno scolastico, i ragazzi di questa classe prima sentirsi già giunti alla fine di un secondo anno. Rispetto ai loro colleghi delle prime dei percorsi quinquennali, loro, anche ai fini contenutistici dell’apprendimento, hanno già terminato il primo biennio». La dirigente, inoltre, ci anticipa che l’impegno dell’IISS “Righi”, verso questo percorso, raddoppia: «Abbiamo formato una nuova classe prima per il prossimo anno. Il fatto che il Ministero abbia dato il via alle scuole già autorizzate a formare una nuova classe per l’anno scolastico 2019/20, ci fa pensare che stia riflettendo sui percorsi quadriennali e non li stia scartando. Penso che nella scuola italiana abbiano e dovranno avere un futuro, per un semplice motivo: in tutta Europa, il secondo ciclo di studi è fatto solo da percorsi quadriennali. L’Italia è uno degli ultimi Paesi ad averli quinquennali. Le statistiche – conclude – ci richiedono giovani diplomati in tempi brevi, che possano entrare rapidamente nel mondo del lavoro e approcciare il loro futuro con un’ottica di flessibilità, perché il mondo è cambiato».

Nel già citato bilancio conclusivo fra punti di forza e punti di criticità di questo primo anno del liceo quadriennale, è emerso, fra i diversi aspetti, che gli alunni hanno vissuto nella maniera più serena, senza alcun affanno, il loro curricolo, abbracciando con convinzione la didattica innovativa e facendo propria la tipologia di studio «multifunzionale» (adattandosi a varie metodologie didattiche e utilizzando più strumenti di lavoro), il tutto con una confortante valutazione da parte dei genitori.