Donne vittime di violenza e minori migranti sono i soggetti deboli per i quali l’Ambito territoriale di Cerignola attiverà specifici servizi di sostegno, orientamento, formazione e mediazione. A rendere possibile l’intervento l’assegnazione di due finanziamenti, per complessivi 300.000 euro, conseguenza della positiva partecipazione all’avviso pubblico della Regione Puglia “Discreemination Free Puglia”.

Il progetto destinato alle donne vittime di violenza si propone di rafforzare le attività promosse dall’Ambito a sostegno dell’occupazione e dell’autoimprenditorialità. Nel caso di specie si tratta di un percorso formativo funzionale al raggiungimento della qualifica di “Tecnico di Cucina”. Il progetto è finalizzato all’individuazione, l’accompagnamento, la formazione e l’inserimento lavorativo di donne italiane e migranti vittime di violenza e a rischio di esclusione sociale. Partner dell’Ambito per quest’azione sono: Medtraining, Istituto professionale Padre Pio Ortanova e APORTI.

“Ragazzi Sprint” è la denominazione del progetto finalizzato a promuovere relazioni sociali e competenze professionali nella comunità dei minori stranieri, ragazzi e ragazze, accolti nel territorio dell’Ambito e che vivono in condizioni di disagio. Grazie all’attività formativa acquisiranno le nozioni di base e svolgeranno tirocini finalizzati all’alfabetizzazione, alla certificazione delle competenze digitali e allo svolgimento dell’attività di educatore e animatore sportivo. Partner dell’Ambito per quest’azione sono: Medtraining, Cooperativa Dibenedetto, Cooperativa Sorriso per Tutti.

“Intercettare i fondi regionali ed europei destinati alle azioni sociali è la priorità per l’Ambito – afferma il presidente dell’organismo di gestione Rino Pezzano – e anche questa volta ci siamo riusciti. Strategica è la sinergia operativa con il terzo settore, che possiede competenze operative e ramificazioni territoriali utili a mettere a frutto nel modo più efficace ed efficiente le risorse finanziarie. Con questi due progetti interveniamo positivamente a sostegno di persone deboli socialmente e fragili psicologicamente, offrendo loro l’opportunità di acquisire fiducia in se stesse e di autopromuovere inclusione e integrazione sociale. È anche grazie ad azioni del genere – conclude Pezzano – che si costruisce una comunità più accogliente e si ottiene la sostenibilità sociale del fenomeno migratorio”.