rifiuti

Ancora rifiuti in città, ancora raccolta a rilento. L’ombra dell’emergenza della scorsa estate anima il dibattito con le opposizioni all’attacco dell’amministrazione cicognina. «Mentre Metta attacca i lavoratori di SIA, ai quali non paga gli stipendi da tempo, la Città è di nuovo sommersa dai rifiuti – dicono dalla locale sezione del partito Democratico -. Questo accade proprio nei giorni in cui i cerignolani stanno ricevendo la richiesta del pagamento della TARI 2019, aumentata più del doppio rispetto agli anni passati. Sembra di vedere un film già visto».

Infatti i del ricordano come proprio un’anno fa «Cerignola piombava nell’emergenza rifiuti a seguito della quale Metta decideva di aumentare di un ulteriore 36% la TARI. Oggi assistiamo alle stesse scene di cassonetti stracolmi ed immondizia per strada e si fa sempre più concreto il timore che la nostra Città sia alle porte di una nuova emergenza economico-sanitaria. Chiediamo al Sindaco di chiarire quali sono i motivi che stanno trasformando il Paese in una grande discarica e, soprattutto, pretendiamo di sapere cosa intende fare per evitare che le conseguenze della cattiva gestione della Società, esclusivamente imputabile a lui, si riversino sui cittadini. Così come è necessario che Metta spieghi cosa prevede il piano di concordato preventivo, depositato presso il Tribunale di Foggia, teso ad evitare il fallimento della Società. In quattro anni di Presidenza del Consorzio, Metta non ha fatto altro che ridurre la SIA ai minimi termini, con un bilancio disastroso ed un servizio inesistente, di fatto decretandone la fine. E’ evidente che la strategia dell’uomo solo al comando si è rivelata fallimentare ed i cerignolani non sono più disposti a subire inermi le conseguenze del suo (ab)uso del potere. C’è in gioco non solo il destino della Società e dei suoi dipendenti, ma dell’intera comunità cerignolana, che ogni giorno si trova a dover fare i conti con il rischio che la TARI venga ulteriormente aumentata e l’immondizia resti per strada».