Tari

Una Tari ingiusta e la cittadinanza in ginocchio. Da qui la proposta dei consiglieri di centrosinistra Mirra, Moccia, Rendine e Sgarro, ovvero la strada per vedersi rimodulate le cifre spropositate, quelle arrivate a mezzo avvisi di pagamento (e non cartelle, ndr) nelle case dei cerignolani, e frutto – a dire dei consiglieri – di un calcolo errato. Puntuale come il caldo estivo, in questo periodo dell’anno la polemica sulla situazione rifiuti a Cerignola raggiunge l’apice. SIA, Tari e strade inondate dalla spazzatura. Sono questi i leitmotiv che infervorano il dibattito pubblico d’inizio estate. E sono state proprio queste le tematiche affrontate nel corso del comizio-dibatto organizzato al termine di una settimana complessa dai consiglieri Annamaria Mirra, Marcello Moccia, Mario Rendine e Tommaso Sgarro.

«FAREMO RICORSO ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA» Questa in sintesi la proposta di Sgarro, per usare un termine più mediatico la class-action,  già annunciata lo scorso anno proprio dal centro-sinistra contro l’aumento della Tari, determinato con le delibere dello scorso aprile e di luglio 2018. «Abbiamo raccolto più di 4000 adesioni da parte di cittadini che ci hanno portato i propri avvisi di pagamento» dice Rendine che denuncia la presenza di errori nel calcolo delle aliquote riscontrati nel corso delle analisi dei documenti. Adesso, guidati da un pool di avvocati, verranno compiuti gli step necessari per presentare ricorso: «Il prossimo passo sarà rivolgersi alla Commissione Tributaria – continua Rendine -. Accolto il primo ricorso a nome di una persona, faremo vedere all’Amministrazione come ci saranno ancora migliaia di cartelle pronte ad essere impugnate».

«La Tari che i cittadini dovranno pagare è ingiusta perchè non corrisponde al reale servizio che abbiamo e perché è frutto di calcoli errati con un grave danno per le tasse dei contribuenti» ribadisce dal palco Tommaso Sgarro, che accusa l’Amministrazione: «Quando lo abbiamo fatto presente l’Amministrazione ha dimostrato di infischiarsene e ha dichiarato così guerra alla cittadinanza». Sgarro parla poi delle maestranze SIA, oggetto di un attacco da parte del Sindaco Metta per un presunto caso di assenteismo fuori dall norma: «Questi operai lavorano senza la sicurezza di riscuotere uno stipendio, senza i requisiti di sicurezza. Artefice di questa situazione è proprio Metta che attacca i lavoratori».

«Ci stiamo facendo portavoce del malcontento dei cittadini senza abbandonarli alla rabbia e al populismo – conclude Sgarro -. Stiamo organizzando la strategia di reazione, ma questa è una recita a soggetto che dobbiamo interpretare tutti inisieme e di cui dobbiamo essere tutti protagonisti»Gli fa eco Annamaria Mirra: «Cerignola non si deve rassegnare ai soprusi e al degrado, pagando servizi che non esistono. Per questo vi invitiamo a seguirci in questa operazione».

SIA-TARI: SETTIMANA CONFUSA Già nelle due settimane precedenti i toni del dibattito sulla faccenda SIA-Tari si erano notevolmente alzati. Sabato 8 giugno il Sindaco Metta aveva denunciato picchi di assenteismo “anomali” nella giornata precendente, quando 50 lavoratori risultavano in malattia, «Il 46 per cento della forza lavoro – aveva affermato Metta -. Chiederò all’azienda il nome degli ammalati e il nominativo dei medici che hanno certificato lo stato di malattia. Non ci possiamo permettere un numero elevato di assenze in una situazione così delicata». Ma la questione assenteismo in SIA (i cui contorni sono però ancora tutti da chiarire) è un problema che si porta avanti già da tempo. Infatti, dati diffusi dall’associazione “Cittadinanza Attiva” riportano come già tra il 2017 e il 2018 si registrasse un tasso di assenteismo medio del 25%, con picchi del 34%, mentre fonti vicine a Palazzo di Città riferiscono come negli ultimi tempi si sarebbe riuscito ad abbassare il tasso attorno al 20%. Contemporaneamente cresceva il malcontento, soprattutto tra i commercianti, per il salasso Tari mentre per le strade non venivano vuotati i cassonetti con l’immondizia che rimaneva per strada. Non sono tardate le critiche da parte delle opposizioni. Il PD locale, che si era già fatto promotore di un ricorso al Consiglio di Stato per l’aumento 2018 rigettato per difetto di competenza – si attende ora la fissazione dell’udienza al TAR, dove è stata quindi rinviata la questione -, ha reso noto tramite la segretaria Sabina Ditommaso e il capogruppo Daniele Dalessandro che impugnerà anche l’aumento 2019. Voci critiche si sono levate anche dalla Regione Puglia con i consiglieri regionali Barone e Trevisi che hanno chiesto di ascoltare Metta, l’Assessore alla qualità dell’ambiente Stea e il presidente di Ager Grandaliano, il quale ha invitato Metta a mettere in campo tutte le operazioni necessarie ad avviare il ripristino dell’impianto di trattamento meccanico biologico.