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L’aumento della Tari risveglia le opposizioni tutte e tra queste anche la Lega, o meglio i consiglieri che si dicono oramai salviniani. E’ il caso di Vincenzo Specchio, mettiamo nel 2015, in maggioranza al momento dell’approvazione degli aumenti Tari (a luglio scorso, ndr), oggi all’opposizione.

«A Tommaso Sgarro è venuto in testa di dire che il consigliere Specchio votò a favore dell’aumento nel Consiglio comunale del 30 luglio 2018. Falso! Io non ho mai votato a favore della TARI, in coerenza con quanto sempre detto e ribadito nel mio programma politico» ha scritto Specchio in una nota stampa. Tuttavia è opportuno ricordare, per dovere di verità, che il consigliere Vincenzo Specchio il 30 luglio 2018, dopo aver dichiarato il proprio voto contrario su vari quotidiani nelle ore immediatamente precedenti il consiglio, si limitò all’uscita dall’aula. Se avesse votato contrariamente l’avventura dell’amministrazione Metta sarebbe terminata. E invece proprio l’uscita dall’aula e il non voto permise a Metta e i suoi, in difficoltà numerica, di tirare un sospiro di sollievo.

«C’è stato chi dai banchi dell’opposizione doveva esprimere voto sfavorevole, almeno per dovere d’ufficio – rimarca Specchio -, se ne è uscito dall’Aula e ha abbandonato la discussione, e c’è stato invece chi, come il sottoscritto, avrebbe dovuto allinearsi alla maggioranza di quel giorno, ma ha scelto di rifiutarsi di votare». In realtà, come ricordato dalle cronache di quei giorni Specchio non scelse, uscì dall’aula per ridare forza numerica alla maggioranza risicata di Metta. Un atto che ha permesso il proseguo della consiliatura civica. L’ex-Cerignola Produce precisa dunque – e a ragione – quanto riferito da Sgarro in pubblico comizio. E’ vero, Specchio non votò a favore, ma da contrario, non votò neanche contro. Preferì uscire. Questi i fatti.