Esattamente due anni fa il consigliere comunale di centrosinistra Mario Rendine denunciava ai Carabinieri, al Gruppo Forestale, attraverso un esposto la situazione del Lagrimaro, sporgendo appunto denuncia/querela a carico di ignoti.

A margine infatti della notizia del sequestro del canale inquinato – diffusa nella giornata di lunedì – si è acceso il dibattito sui social circa i ritardi nel provvedimento. Di fatto si tratta di una situazione conosciuta da tempo, già dal 2016, che indusse proprio il consigliere d’opposizione e capogruppo di “Sgarro Sindaco” a segnalare il tutto alle autorità il 6 luglio del 2017.

A distanza di due anni da quella denuncia, dopo diverse altre iniziative tese a mettere in luce la pericolosità del canale che attraversa la zona Industriale di Cerignola, arriva il sequestro. In molti oggi al sequestro vorrebbero vedere aggiunti provvedimenti a carico di chi – oggi ignoto – ha contribuito a rendere una bomba ecologica il Lagrimaro.

Molto sentito a Cerignola il tema ambientale, sopratutto dopo le emergenze che hanno interessato il comparto rifiuti, il depuratore e il canale oggi sequestrato. Gli stessi temi ambientali sembrano essere, con la legalità, il leit motiv del centrosinistra, i pilastri su cui costruire – fanno sapere – un’idea alternativa di città.