«L’interdizione antimafia che ha interessato due aziende di Cerignola, dopo quella inviata ad un’altra cooperativa nel novembre 2017, è un fatto grave ma non inaspettato, che non lascia sorpresi soprattutto chi come noi già da tempo ha denunciato situazioni opache in questa città». Commenta così il consigliere comunale Tommaso Sgarro le interdittive adottate dal Prefetto di Foggia nei riguardi di due aziende cerignolane.

«Che in città si muovesse uno strano magma, insieme di interessi illeciti e pezzi di economia, e che la pubblica amministrazione fosse stata attenzionata da questo magma, lo abbiamo evidenziato pubblicamente da subito. Questo ci è costato querele e attacchi. Ma l’arrivo della commissione per le indagini sulle infiltrazioni mafiose in Comune e le interdittive di oggi, ci confermano che non avevamo tutti i torti».

«Non ci resta che augurare buon lavoro al Prefetto Raffaele Grassi – conclude Sgarro – che continui in questa opera di bonifica per il bene della Capitanata, dei suoi cittadini e degli interessi sani di questa Provincia e della città di Cerignola»