Oggi, 9 luglio, terminano i sei mesi di lavoro della Commissione d’accesso prefettizia al Comune di Cerignola: un periodo in cui gli uomini, inviati dall’allora Prefetto di Foggia Massimo Mariani, hanno avuto modo di visionare gli atti così da poter poi riferire in una relazione di prossima stesura.

Finiscono oggi i sei mesi dunque ma nessun responso per il momento verrà reso pubblico. Un’attività investigativa, quella dei tre membri della commissione, tesa a «verificare la sussistenza di forme di condizionamento mafioso»; un’attività incentrata su tutti i bandi pubblici, sulle gare e su ogni rapporto che l’amministrazione ha avuto con privati, ditte e società.

Tre mesi più tre, in tutto sei, che a pochi giorni dalla scadenza hanno visto piovere – lo scorso 3 luglio – due interdittive antimafia destinate a due aziende di Cerignola, una delle quali è, secondo quanto riferito dal Sindaco Franco Metta, la multiservizi Mondoservice. Tre in tutto dunque i provvedimenti, con la prima interdittiva del 6 novembre 2017 alla società Cerignola Progresso, che aveva vinto l’appalto di gestione per la Villa Comunale. La Commissione usufruirà ora di un tempo tecnico per stilare la relazione da sottoporre al Prefetto Raffaele Grassi.

Sullo sfondo diverse altre notizie trapelate qua e là, molte della quali riportate proprio dal Sindaco Franco Metta nei suoi video; dalle gare all’elenco delle sovvenzioni e contributi, dai grossi appalti agli interventi dei privati, dagli affidamenti diretti agli spacchettamenti. Ha confermato la propria tranquillità il Sindaco Metta, come fece già lo scorso 9 gennaio: «siamo lietissimi che ci siano queste verifiche. A dispetto del clamore che si è creato in maniera ingiustificata, non posso che dirmi felice di questa iniziativa. Perché le calunnie, le lettere anonime, i tentativi di infangare l’operato di questa amministrazione avevano bisogno di una risposta definitiva che troncasse ogni speculazione da parte dei nostri oppositori».

E la risposta definitiva arriverà probabilmente tra qualche settimana con la certezza che ad oggi l’esito non è per nulla prevedibile. Dalle opposizioni proprio le ultime due interdittive antimafia sono state lette quasi come un segnale inequivocabile per l’esito finale sull’operato della commissione, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi. Se nella relazione vi saranno elementi sui quali fondare la proposta di scioglimento, rappresentati dai vizi e dalle anomalie dell’azione amministrativa dell’ente, si procederà allo scioglimento e successivo commissariamento. Il Commissario Prefettizio, a lavoro per almeno un anno, avrebbe il compito di guidare l’ordinaria amministrazione e, dove necessario, annullare gli eventuali bandi e affidamenti nati sotto l’amministrazione commissariata.