Esiste qualcuno che non desidera vedere il Cerignola in serie C? Non esiste. Tutti vorrebbero il sodalizio gialloblù nel terzo campionato nazionale, tutti vorrebbero veder giocare il Bari o il Catania al Monterisi. Tutti. E anche noi.

E’ giusto precisarlo, considerati certi attacchi e prese di posizione inspiegabili da parte di alcuni lettori, che non hanno gradito l’anticipazione sul mancato ripescaggio in prima istanza (anticipazione poi confermata dall’ufficialità, ndr).

Non per vanto, ma questo giornale è l’unico – ribadiamolo, l’unico – che ha seguito l’Audace Cerignola dell’era Grieco in tutte le sue trasferte, sui campi blasonati e su quelli di terra della prima categoria, dalla prima gara del 28 settembre 2014 con il Bitetto al 5-1 ai playoff con il Taranto in D.

Il collega Emanuele Parlati ha seguito il Cerignola, anche nell’ultima stagione, ovunque. La notizia del mancato ripescaggio era nell’aria, soprattutto per chi legge con attenzione e conosce le carte e le scadenze. Nessuno è mago. E dare quella notizia fa male a tutti, anche ai redattori del quotidiano cittadino più letto. Fa male a chi – da giornalista – vedrebbe, con il Cerignola in C, aprire dinanzi a sé nuove prospettive di crescita professionale, collaborazioni con quotidiani nazionali, contatti con tv di mezza Italia.

Ecco perché ogni critica è, dal nostro punto di vista, immotivata e infondata. Nessuno è contro la città, nessuno tifa contro la propria città. Però siamo giornalisti e dobbiamo dare notizia di quanto accade. Dobbiamo raccontare il bello, e purtroppo anche il brutto. E’ il nostro lavoro.

Questo era quanto dovevamo ai nostri lettori – e solo a loro – per opportuna chiarezza.