C’era silenzio, tante lacrime e la tensione era palpabile, così come la speranza che tutto possa risolversi per il meglio. In centinaia hanno affollato il piazzale antistante la scuola media “Pavoncelli”, l’Istituto frequentato dai sei ragazzi coinvolti nel tremendo incidente di sabato sera su via Tiro a Segno, per partecipare alla veglia di preghiera fortemente voluta dalla scuola e dalla diocesi.

«La scuola è una comunità che ha gioito tanto per i successi dei suoi alunni, ma come ogni comunità che si rispetti deve essere unita anche nei momenti di dolore e di sofferenza – dice il dirigente dell’Istituto dott.Vito Panebianco -. Con questo momento di preghiera vogliamo far sentire vicinanza della comunità scolastica e cittadina ai ragazzi e alle loro famiglie, che stanno trascorrendo ore di dolore e angoscia. In particolare un pensiero per Giuseppe (il ragazzo che versa in condizioni più gravi, n.d.r) che dobbiamo esortare a resistere. Starà passando un brutto momento ma la sua non sarà una brutta vita».

“Sapere spendere bene la propria vita, difendendola e amandola“. E’ stato questo il tema che si è sviluppato tra letture, canzoni e riflessioni che si riflettono tutte nel messaggio evangelico “Non temere, soltanto abbi fede” (Marco 5, 21-43).

«Credo che queste parole siano rivolte anche a ciascuno di noi perchè è in questi momenti difficili che ci rendiamo conto della nostra caducità e della fragilità umana – è il pensiero di don Carmine Ladogana -. E solo la fede ci dà un punto di appoggio per chiedere al Signore di essere vicini alle famiglie e ai ragazzi. Preghiamo perchè i nostri ragazzi possano presto rialzarsi e riprendere la propria vita».

«Di fronte ad una situazione così disperata noi vogliamo continuare ad avere speranza», gli fa eco con queste parole il vescovo Mons. Luigi Renna, che in conclusione sottolinea amaramente come sempre più di frequente la comunità cittadina debba stringersi davanti ad episodi così amari. «Ormai sono diverse volte che ci incontriamo a Cerignola per pregare per dei giovani, vittime di incidenti. Il fatto che troviamo nel Signore la nostra unità è senza dubbio positivo, ma dobbiamo prendere sul serio l’invito di Madre Teresa di Calcutta a difendere la nostra vita», l’appello del presule della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano.

Occasione utile questa anche a cercare consolazione in seguito al senso di smarrimento ed abbandono che segue lo spavento e alla sterile rabbia della prima ora: «Non è il momento di cercare capri espiatori, non avrebbe senso una preghiera rivolta da animi astiosi e superbi. Uniamo al silenzio, che sospende il giudizio, un maggiore senso di prudenza in tutte le scelte che compiamo – è l’invito di Mons. Renna -. Facciamo in modo che il dolore che stiamo vivendo in queste ore non sia vano e ci insegni a farci prendere più cura di noi stessi».

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