Sindaco, ufficio

«France, o fate una porcheria ai miei danni oppure, per i prossimi sei anni, il Sindaco di Cerignola sarò io». Così Franco Metta torna all’attacco di Francesco Bonito, tra i nomi papabili per la candidatura a Sindaco in casa PD. Si difende dalle accuse piovute in questi mesi il primo cittadino ritornando sulle questioni giudiziarie e di illegalità. «Perché io sarei una persona non per bene? Perché ho un processo pendente?» si chiede Metta. «Ci sono tanti cittadini per bene che hanno processi pendenti e sono innocenti. Sperano come me di dimostrare la propria innocenza. La tua strategia qual è? Mi vuoi fare arrestare? Continui a raccontare ai colleghi magistrati che io sono il diavolo personificato. Sono solo un amministratore che in quattro anni ha fatto tante cose che tu in quindici anni non ha fatto e che desidera sottoporsi al giudizio degli elettori».

Il primo cittadino passa in rassegna la carriera politica cerignolana dell’ex-giudice ponendo l’accento su alcuni passaggi con la consueta ironia. «L’ultima volta che ti sei candidato a Cerignola hai preso 120 voti, gli stessi voti che io prendo in un qualunque condominio senza fare campagna elettorale. Adesso pare che tu sia candidato. Vincere facile fa piacere ma in questo caso è troppo facile, anche perché nemmeno il tuo partito ti sostiene. Non hai fatto le primarie, forse perché contro di te vinceva anche Tommaso Sgarro. E io mi dovrei preoccupare della tua candidatura?» si chiede l’attuale primo cittadino.

Metta ha già annunciato la ricandidatura, nonostante non sia ancora noto l’esito e il responso dei lavori della commissione d’accesso inviata dal Prefetto per valutare possibili infiltrazioni mafiose. «Se tu sarai candidato, ma ho qualche dubbio, ci misureremo in una democratica elezione» conclude Metta, che evidenzia con tale affermazione la questione del candidato Sindaco per il Pd e più in generale per il centrosinistra. Se da un lato esiste un gruppo dirigente che vede in Francesco Bonito la persona giusta per la prossima competizione elettorale, la base del partito di Zingaretti e diversi pezzi del centrosinistra chiedono la continuità con il progetto 2015, quindi la ricandidatura di Tommaso Sgarro. A destra prosegue il lavoro di Fratelli d’Italia e dell’effervescente Lega di Salvini; Forza Italia invece attende gli sviluppi dei prossimi mesi prima di azzardare passi e cominciare a parlare di elezioni.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno