Identità e territorio. Binomio inscindibile per la scuola di oggi, ancor di più per l’Istituto Agrario Pavoncelli di Cerignola, che insieme alla Provincia di Foggia è risultato terzo nella graduatoria regionale del “POR Puglia 2014/2020. Asse VI – Azione 6.7 Interventi per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale” e ha ottenuto il finanziamento di euro 30.000,00 per il progetto “Museo della Meccanica Agraria”. Una sfida, quella della valorizzazione della identità territoriale, che prenderà forma attraverso il recupero dell’ex rimessa di macchine agricole, che sarà destinata a Museo dell’agricoltura. Il valore storico della rimessa, in particolare, è sostenuto dalla presenza di alcuni disegni parietali, testimonianza del passaggio in loco di soldati americani all’indomani dell’8 settembre del 1943.

In quel periodo l’Istituto Tecnico Agrario, già Regia Scuola Pratica di Agricoltura dal 1890, fu sede di un reparto delle forme armate di liberazione statunitensi. “Ad rei rusticae studia fovenda”, recita l’iscrizione che campeggia sul portale d’ingresso dello storico istituto ofantino, iscrizione volta proprio a sottolineare la forte vocazione agricola del territorio, nonché la connessione stringente con l’attività didattica dello stesso. Tutto ciò è stato reso possibile per la sensibilità e lungimiranza del Presidente della Provincia, Nicola Gatta, che si sta attivando inoltre nell’intercettare tutte le risorse economiche necessarie per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria mirati. E grazie all’attenta gestione la Provincia di Foggia ha ottenuto dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca un finanziamento di 1.200.000,00 euro da destinare a cinque istituti scolastici della provincia, tra i quali non poteva essere dimenticato l’Istituto Agrario Pavoncelli di Cerignola.

Con l’erigendo Museo delle macchine agricole e i previsti interventi strutturali l’Istituto Pavoncelli – dichiara il Dirigente Pio Mirra – si confermerebbe sito storico e rurale, oltre che centro di valori e di cultura, da riconsiderare e valorizzare per la sua sempre attuale capacità di produrre cultura e attivare nuove risorse.