L’associazione datoriale Confartigianato dice no al sistema dello “sconto in fattura” previsto dal c.d. decreto crescita. Questa tipologia d’incentivo, infatti, pone le piccole imprese in condizioni di impossibilità competitiva! La norma prevede un immediato sconto del 50% per l’utente finale sul totale della fattura emessa, mettendo gli artigiani nella condizione di non coprire nemmeno i costi di produzione e generando un credito d’imposta difficilmente compensabile. A ben vedere, questa metodologia è utilizzabile solo dalle grandi imprese e le multi utility, uniche a possedere liquidità sufficiente a coprire gli sconti e un volume d’affari tale da compensare il credito d’imposta.

La Confartigianato non ci sta e, proprio per tali ragioni, Giorgio Merletti – Presidente nazionale della nostra associazione – ha tempestivamente interessato della questione l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la quale ha espresso tutte le sue perplessità in merito a tale meccanismo sostenendo che “appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni”. La Confartigianato continuerà a tutelare gli artigiani e le piccole imprese, vera spina dorsale del Paese.