Messaggio di speranza del Vescovo alla città: «se si abbassano i toni e se si dialoga si possono tessere delle sane alleanze che tante volte mancano» dice in sintesi Renna. «Quest’anno ho voluto incontrare tutte le comunità della diocesi – precisa il Vescovo -, perché questo è anno giubilare, l’anno giubilare delle “pietre vive”. Un’espressione che riferisce come non esiste solo una chiesa di mattoni, ma esiste anche una chiesa edificio spirituale, come dice la prima lettera di San Pietro. Ho voluto incontrare tutte le comunità per dare alla città un messaggio che non può non essere un messaggio di speranza e di invito ancora una volta a ricostruire. Noi tante volte camminiamo sulle macerie, le macerie che sono i disastri che vengono da situazioni economiche precarie, disastri che vengono da una educazione familiare deresponsabilizzata e una delle gravi piaghe è l’abbandono scolastico. Perché se non c’è la scuola non c’è futuro. Cerignola è potuta crescere negli anni grazie alle sue scuole, al fatto che qui da circa un secolo c’è un liceo e una scuola agraria».

Importante e quanto mai attuale l’invito di Renna ad investire sulla formazione. «Il fatto di non mandare i figli a scuola, per diversi motivi, e di non essere fermi rivela una grande debolezza nei genitori, una scarsa lungimiranza e sarà un disastro per le future generazioni. Quindi insistere e interessare le scuole, gli assistenti sociali. Noi Caritas – prosegue Don Luigi – abbiamo fatto la nostra parte e dobbiamo ancora farla per evitare la dispersione scolastica». Dalla scuola al dialogo per puntare al progresso di una comunità.

«Non esistono gli uomini della provvidenza, i problemi si risolvono insieme. Sotto i nostri occhi le problematiche della sicurezza, dell’ecologia, che richiedono interesse da parte di tutti i cittadini e responsabilità. Significa che se ci sono delle regole vadano rispettate. Bisogna lavorare ai grandi temi, come i rifiuti: una questione che interessa molti comuni, tra cui anche Roma. Lavorare e progettare con una visione di ampio respiro, come hanno fatto ad esempio i paesi del nord Europa». E tra i grandi temi non può mai mancare io lavoro: «un appello agli imprenditori, perché il lavoro sia dignitoso; se è dignitoso crea ricchezza e si eliminano quelle fasce di povertà che portano tanta gente o a vagare e accontentarsi di nulla o a vivere con pochi euro che sono spesi anche male, penso al gioco d’azzardo e al proliferare delle sale da gioco».

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno