Cerignola che puzza e brucia

Antonio Lionetti
Ieri un incendio di seria entità ha interessato il quartiere Fornaci, nella fascia a confine con via Teano. Si è rischiato di vedere in fiamme anche il Palazzetto dello Sport. Per fortuna la prontezza di volontari e Vigili del Fuoco ha scongiurato ogni pericolo. Tuttavia si rende necessaria una sana riflessione sulla situazione “puzza in città” e sul tema degli “incendi dei cassonetti”. Interviene allora puntuale Antonio Lionetti del Movimento Politico La Cicogna sostenendo che la città oltre a puzzare, come evidenziato in settimana anche dal giovane Carlo Dercole di Fli in una nota stampa, brucia e mette a rischio la salute pubblica. «Che bruci erba secca o bidoni dell’immondizia – afferma Lionetti -, il disagio non riguarda solo e semplicemente l’aria irrespirabile. I fumi di qualsiasi tipo di combustione sono altamente nocivi per la salute. Peggio, ovviamente, se a bruciare è immondizia di tipo non residenziale». Idem per la puzza. «Tre mesi fa – continua il cicognino -, l’assessore all’ambiente Palladino giustificò il tanfo con il cattivo funzionamento del depuratore. Da allora nulla è mutato: la puzza resta, anzi è più diffusa, e del depuratore non è dato sapere in che stato versi». In attesa di risposte ci si augura che il buon senso vinca sull’inciviltà diffusa, considerato che le temperature nei prossimi giorni sono in aumento.
-
E tornato il dottore
-
Imbecille
-
capa
-
Carnevale
-
crgnulon
-
CLAUDIO
-
padre Maronno
-
Vincenzo Mansi
-
Avvocato Difensore
-
-
Vincenzo Mansi
-
crgnulon
-
THE PUNISHER
-
crgnulon
-
Vincenzo Mansi
-
crgnulon
-
michele biancardi
-
michele biancardi
-
http://www.facebook.com/antonio.dilorenzo1 Antonio Dilorenzo
I contenuti dei commenti rappresentano il punto di vista dell’autore, che se ne assume tutte le responsabilità. La redazione si riserva il diritto di conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. La Corte di Cassazione, Sezione V, con sentenza n. 44126 del 29.11.2011, nega la possibilità di estendere alle pubblicazioni on-line la disciplina penale prevista per le pubblicazioni cartacee. Nello specifico le testate giornalistiche online (e i rispettivi direttori) non sono responsabili per i commenti diffamatori pubblicati dai lettori poiché è “impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori…”. Ciò premesso, la redazione comunque si riserva il diritto di rimuovere, senza preavviso, commenti diffamatori e/o calunniosi, volgari e/o lesivi, che contengano messaggi promozionali politici e/o pubblicitari, che utilizzino un linguaggio scurrile. © Riproduzione Riservata.

