Leggende

La leggenda di San Trifone

La leggenda riporta che nel 1595 tutta la Puglia fu invasa dai bruchi, considerati nocivi per l’agricoltura. Un prete greco, che si trovava a Cerignola in quel periodo, consigliò alla popolazione ed al Clero di rivolgersi a san Trifone, come egli stesso aveva fatto in passato per allontanare le locuste. La popolazione, vista l’efficacia delle azioni del santo, cominciò a venerarlo come patrono e protettore della città, dedicandogli finanche una cappella; a distanza di tempo però l’interesse verso il santo svanì, al punto che monsignor Giovanni Sodo, per ridestare l’interesse della popolazione nei confronti di san Trifone, si premurò di far trasferire (per concessione di papa Benedetto XV) le reliquie del santo nella cattedrale, il 16 maggio 1927. Due anni dopo le reliquie furono deposte in un’urna di bronzo, donata dalla nobildonna Clementina De Nittis Gatti, conservata dal 1934 sotto l’altare della confessione del Duomo Tonti.

San Trifone, celebrato il 1º febbraio, è protettore minore della città ma patrono principale delle campagne e, a dimostrazione della devozione nei suoi confronti, la campana grande del Duomo Tonti presenta un’effigie del santo a cui si affiancano quelle dei compatroni san Pietro Apostolo e Maria Santissima di Ripalta. Il santo è venerato nella parrocchia a lui intitolata costruita in zona Fornaci.