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Metta torna sulla questione “biscotti”. A fine marzo il processo

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Gennaro Balzano
Giornalista, corrispondente da Cerignola per La Gazzetta del Mezzogiorno, insegna nella scuola primaria. Collabora con l'Università di Bari ed è consulente in comunicazione in diversi progetti.

Torna a parlare del caso “biscotti” il Sindaco di Cerignola Franco Metta, informando dell’udienza, fissata per il giorno 29 marzo, del processo nel quale risulta imputato Gerardo Biancofiore; Rocco Bonassisa invece, ha patteggiato la pena.

Una questione che all’epoca – era il dicembre del 2016 – balzò all’onore delle cronache nazionali e nella quale, secondo le ricostruzioni sarebbe stata consegnata al Metta, a Palazzo di Città, una busta contenente una scatola di biscotti farcita con 20mila euro in contanti. Dopo diversi mesi e una lunga trafila di indagini vi fu l’arresto ai domiciliari per Gerardo Biancofiore per il reato di istigazione alla corruzione. Secondo l’ipotesi accusatoria, dietro al ‘cadeau’ della somma di denaro al sindaco di Cerignola, Franco Metta, vi era l’intenzione degli imprenditori Rocco Bonassisa e Gerardo Biancofiore di essere favoriti nell’approvazione di un progetto di finanza legato alla realizzazione del sesto lotto della discarica di rifiuti per l’impianto SIA di Cerignola (un affare, parrebbe, di circa 100 milioni di euro).

Oggi Metta ritorna sui fatti informando che si costituirà parte civile a titolo personale e stessa cosa farà il Comune di Cerignola. «Vi annuncio che nelle prossime ore pubblicherò il decreto di fissazione di udienza preliminare, il capo di imputazione e, di fianco, ci metteremo tutti i commenti di quegli sprovveduti che ebbero a dubitare di ciò che aveva fatto il sindaco». Prova ancora a distrarre dalle questioni riguardanti la Commissione d’accesso il Sindaco Metta, che rilancia, affermando che «l’unica vicenda giudiziaria che è arrivata ad un punto di snodo vede il Sindaco di questa città parte offesa, non certo imputato». E in più: «era tanto falsa la mia denucia che Rocco Bonassisa ha patteggiato ammettendo la sua colpa e concordando una pena».

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