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“Il ragazzo nel pozzo”, vent’anni dopo l’omicidio Ciannamea tra memoria e impegno antimafia

Il libro curato da Michela Magnifico e Gianmatteo Pepe è stato presentato ieri mattina al Teatro Mercadante

E’ stato un momento dedicato al ricordo e all’impegno quello che si è tenuto ieri mattina presso il teatro Mercadante, dove è stato presentato il libro “Il ragazzo nel pozzo”, edito da “Edizioni La Meridiana”. Nella prima parte del volume sono raccontati alcuni fatti di cronaca nera tra i più gravi accaduti negli anni ’90 nel Foggiano, tra cui il sequestro e l’omicidio di Antonio Perrucci Ciannamea – i cui parenti erano in sala – avvenuto a Cerignola nel 1999.

Un episodio che ha segnato profondamente la memoria storica della nostra comunità e che ha ispirato la parte romanzata del libro, curata da Gianmatteo Pepe, e trasposta in forma di pièce teatrale da parte dell’Officina Teatrale-Teatro dell’Accorgersi che ha rappresentato sul palco la dolorosa vicenda affiancando cronaca e romanzo. Davanti ad una platea di studenti delle scuole superiori, l’editrice Elvira Zaccagnino ha dialogato con Michela Magnifico (giornalista e co-autrice del volume), il dirigente di Polizia Agostino De Paolis, il Vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano Mons. Luigi Renna e l’Assessore alla Cultura Debora Di Nauta, la quale ha sottolineato l’importanza di questi momenti d’incontro: «E’ l’unico modo per mantenere sempre alla ribalta il ricordo dell’orrore che cammina affianco a noi. Il nostro dovere come istituzioni ed associazioni è quello di ribadire questa verità. In qualunque modo reagiamo all’orrore dobbiamo sempre mantenere vivo il ricordo di quello che è accaduto».

Michela Magnifico aggiunge: «E’ importante farvi capire quanto la mafia abbia fatto soffrire questa terra, madri che non hanno potuto piangere i propri figli vittime di lupara bianca – dice la giornalista rivolgendosi ai ragazzi -. E’ importante per noi far capire alla vostra generazione quanto sia importante allontanarsi il più possibile dalla mentalità criminale». Un obiettivo che viene perseguito raccontando storie raccolte anche grazie alla testimonianza di chi le ha vissute in prima persona mettendosi alla ricerca della verità. Tra questi c’è Agostino De Paolis, che all’epoca dei fatti era capo della Squadra Mobile di Foggia.

De Paolis ha raccontato quella che è stata la sua esperienza in quella vicenda, dal punto di vista umano prima ancora che professionale: «Si trattava della morte di un ragazzo nella quale era difficile individuare un perchè, che giustificasse agli occhi dei familiari e degli inquirenti questa violenza assurda. Analizzare questi casi di cronaca ci permette di capire anche qual è il confine tra bene e male che sta dentro di noi. Un confine che segna la banalità e lo squallore del male, che mal sopporta la luce e l’attenzione che viene data all’episodio perchè induce chi ha commesso certi fatti a confrontarsi con se stessi».

Sulla situazione attuale nella provincia di Foggia: «C’è il rischio di rassegnarsi alla presenza di certe realtà. Ma se le istituzioni riescono ad essere credibili i cittadini avranno fiducia in loro a andranno a denunciare. Dovete avere però il coraggio di parteggiare per il bene – dice De Paolis rivolgendosi ai ragazzi – perchè nel male troverete solo dolore, squallore e ripetitività».

Gli fa eco Mons. Luigi Renna: «Voi giovani non siete il futuro ma il presente della società perciò abbiate il coraggio di volere il meglio per voi. Dobbiamo tenere presente non solo ciò che è illegale ma anche ciò che è inopportuno per delle persone civili. Se siamo in grado di mantenere una società sana lontana dalle dinamiche dell’opportunismo, dell’odio verso l’altro, delle logiche dei favoritismi – conclude – salveremo dalla povertà il nostro territorio e toglieremo tanta possibile manovalanza alla mafia».

L’obiettivo del libro e dell’incontro con le scuole non è soltanto quello di sottolineare il dolore che le mafie infliggono alla nostra terra, ma anche riconoscere “i fiori che nascono nel cemento”, quelle realtà civili che si sono sapute distinguere in un contesto difficile e che erano sul palco del Mercadante (Altereco, L’Albero dei Fichi, Coop. Pietra di Scarto, Oltrebabele, per citarne alcune) per raccontare la loro resistenza civile. Un’operazione quanto mai necessaria in un momento storico in cui a Cerignola il tema della legalità tiene banco, proprio nei giorni in cui la Commissione parlamentare antimafia arriva nel Foggiano e Cerignola sale alla ribalta delle cronache per una vicenda di racket e violenze.

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