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Dopo l’incendio 20 famiglie per strada. «Non è colpa nostra. Trovateci una sistemazione»

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Gennaro Balzano
Giornalista, corrispondente da Cerignola per La Gazzetta del Mezzogiorno, insegna nella scuola primaria. Collabora con l'Università di Bari ed è consulente in comunicazione in diversi progetti.

Oltre le fiamme e il fumo nero sulla città, dopo l’incendio che ha devastato l’attività commerciale “Lanotte Bike” e parte del Palazzo Lelli, ci sono 20 famiglie per strada. Un day after che è peggio del giorno dell’incendio, perché adesso c’è la consapevolezza di ritrovarsi all’improvviso fuori casa, senza un tetto, senza poter vivere la propria quotidianità alla quale fino alle 15,00 di ieri le famiglie erano abituate.

A seguito dell’Ordinanza di inagibilità e di sgombero emessa da Palazzo di Città dopo l’incendio verificatosi nei locali a piano terra di palazzo Lelli (in viale Usa, ndr), gli inquilini della palazzina si sono ritrovati senza casa. Nel tardo pomeriggio di oggi, dopo aver appreso che la vigilanza allo stabile non sarà effettuata 24 ore 24, gli inquilini sono andati in Comune. Nessuna risposta da parte dei Commissari – non presenti a Palazzo di Città – e nessuna risposta dalla Polizia Municipale e dai suoi vertici.

LA PAROLE DEI CONDOMINI

Visibilmente provati e con notevole rabbia in corpo, le venti famiglie non hanno preso bene il rinvio a lunedì di ogni problematica. Infatti fino all’inizio della prossima settimana la vigilanza dello stabile sarà effettuata con una ronda di pattuglie ma nulla di più. «Per gli alloggi – lamentano le famiglie – non hanno minimamente pensato a trovarci una sistemazione provvisoria. Siamo cittadini che pagano le tasse e se ci troviamo in questa situazione non è certo colpa nostra».

Lunedì un ulteriore sopralluogo e poi la decisione eventualmente di far rientrare le famiglie. «E se lunedì non ci fanno rientrare?» si chiedono i residenti di Palazzo Lelli. «Non possiamo chiedere ospitalità a vita ai nostri familiari. Non ci meritiamo un simile trattamento. I commissari, il Comandante festeggeranno San Valentino. Noi non siamo potuti entrare neppure in casa per prendere un ricambio di vestiti». Piuttosto complicata la situazione del primo piano. «Noi che abitiamo al primo piano – spiega un condomino – siamo fuori casa da ieri. Io ho dormito nel camion. Quanto dovrà andare avanti questa cosa?».

QUALI TEMPI PER IL RIENTRO IN CASA?

Nonostante le rassicurazioni degli ispettori di Polizia giunti a Palazzo di Città mentre era fuori un gruppo di condomini di Palazzo Lelli, quello che spaventa è proprio lo sgombero, o meglio i tempi entro cui si permetterà nuovamente l’accesso alle case. Infatti l’ordinanza recita chiaramente che la revoca «potrà avvenire solamente dopo la presentazione di una relazione tecnica» che certifichi «l’idoneità statica delle strutture». Oltre la solidarietà (a parole e sui social, ndr) resta il dramma di queste malcapitate 20 famiglie.

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