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Foggia, arrestati gli esecutori dell’omicidio di Del Grosso

carabinieri_grandeI Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione a Decreto di fermo di indiziati di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Foggia, che ha recepito gli esiti di attività d’indagine svolta dal Nucleo Investigativo, nei confronti di due persone gravemente indiziate dei delitti di omicidio aggravato dalla premeditazione, distruzione di cadavere, tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio e porto illegale in luogo pubblico di armi da sparo.

Il provvedimento di fermo è stato eseguito dal Nucleo Investigativo di Foggia nei confronti di:

‒      MENNA Antonio, 44 enne di Foggia;

‒      CIOCCA Giuseppe, 44 enne di Castelnuovo della Daunia (FG);

Le indagini, dirette dai Sostituti Procuratori Alessandra Fini e Paola Palumbo, hanno evidenziato a carico di MENNA e CIOCCA, gravi indizi di colpevolezza in relazione all’omicidio di DEL GROSSO Pasquale e al tentato omicidio di VITALE Angelo entrambi 42enni di Orta Nova.

La sera del 16 gennaio u.s., nella campagne di Ascoli Satriano (FG), i Carabinieri della Stazione di Orta Nova rinvenivano una Lancia Thema avvolta nelle fiamme. Dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco, che provvedevano a spegnere l’incendio, nell’abitacolo veniva rilevata la presenza di un cadavere completamente carbonizzato.

Le prime indagini ed i successivi accertamenti medico legali e di tipo genetico consentivano di attribuire con certezza l’identità del cadavere a DEL GROSSO Pasquale.

Intanto, nell’immediatezza dei fatti si accertava che quella sera il DEL GROSSO aveva fatto salire sulla sua Lancia Thema, l’amico VITALE Angelo, e insieme a quest’ultimo era partito da Orta Nova in direzione di Ascoli Satriano. Lungo il tragitto si era fermato all’altezza del bivio per Castelluccio dei Sauri (agro di Ascoli Satriano) ed era andato da solo a parlare con gli occupanti di un’altra autovettura che erano ad attenderlo poco più avanti sulla stessa strada. Dopo qualche istante il VITALE, aveva udito tre o quattro colpi d’arma da fuoco e si era dato alla fuga a piedi. Mentre correva, nel buio, aveva udito dei colpi di fucile verso la sua direzione ed era rimasto colpito in maniera non grave alla regione occipitale. Era riuscito comunque a sfuggire all’agguato ed a nascondersi nella campagna circostante da dove aveva telefonato ad un parente per farsi soccorrere.

Il sopralluogo e le audizioni informative non consentivano di raccogliere elementi di rilievo per lo sviluppo delle indagini emergeva soltanto che DEL GROSSO, la sera prima, aveva discusso per telefono con uno sconosciuto.

DEL GROSSO Pasquale era legale rappresentante di una società di intermediazione, gestione e trasporto di rifiuti avente sede legale in Carapelle (FG) e sede operativa (capannone stoccaggio rifiuti) a Foggia, inoltre,  insieme alla moglie, era titolare di un patronato INAPI. Nel 2007 venne attinto da misura cautelare nell’inchiesta c.d. “Veleno” (P.P. Proc.Pen.n.17625/01 RG-DDA) della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Imputato per associazione mafiosa (clan “Gaeta” di Orta Nova), traffico illecito di rifiuti e truffe ai danni dell’INPS, venne assolto dal reato di associazione mafiosa derubricato in associazione ex art 416 c.p. e condannato per gli altri capi di imputazione alla pena di anni 4 e mesi 6 di reclusione.

Era stato coinvolto in altre inchieste per truffe all’INPS e nel settore agricolo (falsi braccianti).

L’attività di indagine, svolta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia, partita dall’utenza in uso alla vittima, ha permesso di individuare un numero intestato ad un cittadino cinese residente a Milano. La successiva complessa analisi del traffico telefonico ha portato ad individuare altre due utenze con intestatari fittizi risultate essere in uso agli odierni indagati ed a raccogliere una serie di elementi indiziari in relazione a tale inquietante delitto.

In particolare, l’analisi del traffico telefonico ha provato che la sera del 16 gennaio 2014, in orario compatibile con l’esecuzione dell’omicidio, DEL GROSSO ed il suo amico VITALE Angelo si erano incontrati con MENNA e CIOCCA sulla strada per Ascoli Satriano nella località denominata “bivio della morte”.

Nei confronti dei predetti MENNA e CIOCCA sono state attivate una serie di attività tecniche che hanno consentito di registrare diverse conversazioni di rilevantissimo valore probante in quanto alla responsabilità dei medesimi per i predetti gravi delitti.

Sul luogo del delitto sono state sequestrate due cartucce esplose cal. 12. In sede di autopsia sul cadavere sono stati rinvenuti: due borre di cartuccia cal. 12; plurimi corpi estranei metallici riconducibili a munizionamento spezzato appartenenti a munizionamenti differenti.

I residui di munizionamento repertati in sede di sopralluogo e di autopsia sono compatibili con l’utilizzo di un’arma a munizionamento spezzato cal. 12.

Durante la fase esecutiva sono stati sequestrati diversi telefoni cellulari in uso agli indagati, alcuni dei quali utilizzati per mantenere i contatti con la vittima. Inoltre, sono stati sequestrati 7 fucili, legalmente detenuti, sui quali saranno eseguite indagini balistiche e diverse munizioni della stessa marca a calibro di quelle utilizzate per uccidere DEL GROSSO.

I due fermati sono stati associati alla Casa Circondariale di Foggia.

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