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Giannatempo scrive ai quattro consiglieri “dissidenti” del PdL

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Il sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo, scrive una lettera aperta indirizzata ai quattro consiglieri “dissidenti” del PdL: Morano, Laguardia, Defeudis e Netti. Di seguito il documento giunto in redazione.

Esattamente un anno fa le elettrici e gli elettori di Cerignola con il loro libero e insindacabile voto hanno scelto un sindaco ed un consiglio comunale. Secondo il giudizio dei cerignolani sono state elette una maggioranza con il compito di governare e un’opposizione a cui è stato demandato l’onere del controllo e della proposta. Nel corso dei mesi successivi, consapevole insieme a tutta la maggioranza delle difficoltà amministrative, finanziarie ed economiche in cui versa la cosa pubblica, il governo comunale uscito dalle urne si è impegnato in una serie di azioni che hanno avuto e hanno come unico comune denominatore: quello di assicurare alla città serie proposte di sviluppo e concrete possibilità di crescita. Senza scendere nella ridicola propaganda partigiana mi preme ricordare però alcune di queste attività: il contenimento della spesa con il rispetto del patto di stabilità, gli accordi per lo sviluppo del fotovoltaico, il processo di alienazione di alcuni plessi di case popolari, l’impegno e il sostegno alle attività sportive con l’utilizzo finalmente del palasport delle Fornaci, una serie di molteplici attività culturali, la costituzione di due agenzie comunali per i servizi sociali e l’agricoltura che stanno funzionando bene rispetto alle competenze che il comune ha in questi settori, la battaglia seppur difficile per contrastare la costruzione dell’inceneritore di Borgo Tressanti, una serie di interventi di manutenzione pubblica per ridare decoro alla città, le procedure per la costruzione di un nuovo lotto della discarica che, basti guardare Foggia, consente a Cerignola di non soffrire emergenze ambientali, l’impegno in favore dei commercianti e dei consumatori con i mercati straordinari e l’impiego di nuovi vigili urbani che rappresenta, visto anche il risultato di assurde quanto inutili azioni giudiziarie, un elemento di grande importanza sia per la fiducia verso nuove assunzioni sia come metodo di legalità e pari opportunità e sia soprattutto sotto il profilo del miglioramento della sicurezza. Come si evince da questo inesaustivo elenco e per riprendere un vecchio slogan del centrodestra cerignolano, tanto è stato fatto. Qualcuno se ne è accorto? Io credo di si: se ne sono accorti i cittadini che sempre numerosi giungono in Comune per chiedere al sindaco e alla maggioranza nuovi e rinnovati impegni. Impegni che sia come sindaco, sia come coalizione sento e sentiamo di dover continuare ad assumere per amore della nostra città. E proprio per questo elementare, ma allo stesso tempo fondamentale motivo che è alla base della nostra azione politica, mi preme chiarire agli amici di maggioranza che in queste settimane hanno inteso aprire una discussione sugli assetti politici della coalizione di governo, ma anche a qualche esacerbato componente dell’opposizione, che da parte del sindaco Giannatempo e del Popolo delle Libertà, partito di maggioranza relativa, non c’è stato e non c’è nessun atteggiamento di raggiro nei confronti di alcuno, tantomeno di consiglieri dello stesso partito. Infatti, il percorso che ho inteso, insieme ai vertici politici, intraprendere per superare le frizioni all’interno del gruppo Pdl mi pare chiaro e trasparente. Si è posto un problema politico, è stato detto. Ebbene, secondo le regole della politica è stato affrontato. Secondo quella regola fondamentale che è il confronto, da cui deriva, poi, l’accordo. Un accordo che già un anno fa insieme trovammo per la composizione della giunta comunale. Un accordo che univa le esigenze di risparmio con quelle della decisione, delle legittime aspirazioni politiche dei partiti con la necessità per il sindaco di avvalersi di alcuni collaboratori scelti indipendentemente dall’appartenenza politica. Con questo schema, a luglio scorso è nato l’esecutivo. Un esecutivo che, come ho elencato prima, sta dando buona prova di sé pur con tutte le difficoltà ricordate. Tuttavia, qualche settimana fa, quattro consiglieri del Pdl hanno detto che ciò non va più bene perché è parte dell’esecutivo il segretario cittadino di una forza politica ostile. Sia il sindaco che il Pdl si sono fatti carico di questa osservazione e l’hanno fatta propria. Abbiamo ragionato insieme e insieme abbiamo rimosso il vulnus politico con la rinunzia da parte dell’assessore Enzo Pece alla segreteria di Fli, un partito, ricordo, che è ancora allo stato nascente e che vive una stagione per nulla definita. E tanto sono convinto della necessità di risolvere il problema politico posto dai consiglieri De Feudis, Laguardia, Morano e Netti che io stesso condivido la loro obiezione circa la difficoltà di coalizzarsi, seppur questo accada anche all’amministrazione provinciale di Foggia, con un partito palesemente in contrasto con il Pdl. Tuttavia, nella dialettica politica non possono trovare posto le imposizioni, né tantomeno si può prescindere dal dettato illuministico del rispetto delle idee altrui, come possono essere quelle di chi aderisce ad un nuovo progetto politico, anche se questo progetto si contesta. Ecco perché provo amarezza quando gli stessi consiglieri, che ritengo amici e animati da sincero spirito di servizio politico, mi accusano di atteggiamenti carnascialeschi tesi al raggiro. Mi addolora soprattutto l’utilizzo di un modo di far politica che ritengo appartenere solo a qualche bullo politico di paese che pur di scroccare un po’ di attenzione si lascia andare a teatralità scurrili. Non sono questi i nostri metodi. La nostra è una politica fondata sul confronto e sull’accordo. Sulla chiarezza e sulla trasparenza come dimostrano tutti gli atti messi in campo dal giorno della vittoria elettorale. A noi, differentemente da altri non ci piace comandare, noi vogliamo governare. E governare significa ascoltare le ragioni di tutti certo, ma soprattutto risolvere i problemi. Problemi come le necessità che ha la nostra amata Cerignola e che non sono solo o soltanto le appartenenze politiche. Ho detto che tanto è stato fatto in questi mesi, ricordando un nostro vecchio slogan. Ebbene, tantissimo resta da fare e questi quattro anni che abbiamo davanti devono vederci uniti nelle nostre diversità e impegnati a governare Cerignola. Ecco perché dico agli amici del Pdl, ma anche a quella parte di opposizione che si mostra consapevole che la politica non si fa con le urla e con le piazzate, utilizziamo questo tempo per far crescere la nostra città e migliorare le condizioni di vivibilità per i nostri concittadini omologandoci non già a modi di fare sguaiati e irrispettosi quasi fossimo in una vecchia cantina, ma confrontandoci e scontrandoci anche aspramente ma sempre nel rispetto dei ruoli e soprattutto nel rispetto del mandato e della responsabilità elettorale. Queste secondo me sono le priorità per la nostra città. Così come è prioritario il rispetto nei confronti dei rapporti umani. Rapporti umani che non mi sento di calpestare anche per la più nobile delle ragioni politiche, perché per me l’amicizia ha un valore sacro e se il legame che mi stringe a tutto il gruppo consiliare è solido lo è anche quello con i componenti della giunta, d’altronde, proprio Defeudis e Laguardia sanno bene come anche per loro ho cercato di combattere anni fa contro i partiti e le voracità politiche, allora non seppi resistere alle richieste e le conseguenze le pagammo tutti. Quindi chiedo scusa se ho dato l’impressione di risolvere il caso politico non con la rimozione dell’assessore bensì come avvenuto, e, se pur amareggiato dai toni usati, invito gli amici del Pdl a ritrovare quei denominatori comuni dell’agire insieme e non già a cavalcare soltanto le pur legittime differenze. Siamo tutti parte di una squadra che ha vinto e con essa abbiamo il dovere di amministrare Cerignola. Non sprechiamo questa occasione.

Antonio Giannatempo

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