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    Inceneritore: Comitato vs Istituzioni. Le parole che “bruciano”

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    E’ ancora la questione Inceneritore a tenere banco in questo lunedì di dicembre. Il Comitato contro gli Inceneritori di Foggia, ringraziando gli altri comitati spontanei sorti nelle zone interessate, come appunto Cerignola, fa il punto della situazione sulla manifestazione tenutasi sabato davanti all’Inceneritore Marcegaglia. Michele Sollazzo, portavoce del Comitato foggiano, rimarca l’assenza dei molti esponenti politici della Capitanata «non chiedevamo fossero prese improbabili decisioni immediate, ma per lo meno la loro partecipazione. Un modo per dire: ‘Guardateci, siamo dalla vostra parte’. Ed invece i sindaci della Capitanata, l’assessore all’Ambiente Stefano Pecorella, il Presidente stesso di Palazzo Dogana, Antonio Pepe, non c’erano e non hanno neppure mai messo in conto la possibilità di esserci portando in scena l’ennesimo atto di codardia di fronte ai poteri forti». Sono parole forti che non lasciano scampo a improbabili interpretazioni e che sottolineano tutto il dissenso dei cittadini. Prosegue lo stesso Sollazzo, senza mezzi termini, nel rimarcare il duplice e contrario comportamento degli amministratori «i posizionamenti ufficiali sono appannaggio del Comitato provinciale, ma noi non possiamo che dirci delusi da quanti, in privato, remano in un senso e, in pubblico, quando c’è da combattere, tirano indietro la mano per non assumersi responsabilità».

    A far da eco ad altre due pubbliche uscite, proprio di esponenti politici locali: Metta e Pezzano. Il Presidente del movimento politico, uno dei pochi presenti tra i politici cerignolani, torna sulla manifestazione, stilando una nota sarcastica dal titolo “Io…mammet..e tu…”, evidentemente ponendo l’accento sulla mancanza di partecipazione da parte degli amministratori ma anche dei tanti cittadini. «Flop assoluto della manifestazione anti inceneritore, a Tressanti. Pochi intimi. Tutti facenti parte di associazioni, movimenti, gruppi già ampiamente sensibilizzati al problema dell’inceneritore. Cittadini comuni: zero. Abitanti della borgata: meno di zero – spiega l’Avvocato, il quale poi rincara la dose -. Un flop annunciato, perché qualsiasi persona sana di mente avrebbe facilmente immaginato  la improponibilità di una manifestazione in aperta campagna, a venti chilometri dalla città, di giorno feriale…Un flop voluto? Forse, sì! Ho l’impressione che gli “onanisti” dell’ambiente – come li chiamo io – non vogliano il coinvolgimento convinto della gente comune». In conclusione il cicognino si scaglia contro i colleghi politici, dopo aver criticato l’organizzazione tutta «La Gentile non c’era: ha fatto bene; si parlava male di Vendola, il suo amore politico: meglio stare a casa. Assente anche Giannatempo: in collegamento con un paio dei suoi presenti, […] Assenti i consiglieri provinciali (strano, per Pezzano, forse impegnato; ovvio per gli altri, che se ne sbattono altantemente)».

    Proprio Rino Pezzano, il politico indignato per la decisione di Sannicandro, l’uomo che si preoccupa per la discarica di Cerignola, il politico che si è riscoperto ambientalista sul “campo” dopo anni di silenzio, dov’era il 10 dicembre? E’ questa la domanda che in molti si sono fatti, proprio perché è stato, almeno a parole, uno dei più attivi nell’ultimo mese, e il primo degli assenti a parlare. Anche oggi, sempre a parole, è stato molto attivo, inoltrandoci una nota sulla manifestazione da lui (crediamo giustificatamente) disertata. Il consigliere provinciale, divincolandosi dalle considerazioni in seno alla manifestazione contro l’Inceneritore di Tressanti, si concentra sul consiglio monotematico a Cerignola (dove fortunatamente sarà assente giustificato), convocato «con l’unico intento di sollecitare, nella sede più idonea, un dibattito pubblico sul problema e l’assunzione di impegni e atti politici e amministrativi a cui dare seguito operativo per metterci realmente alle spalle la confusa stagione dell’emergenza». Peccato che forse alcune responsabilità siano proprio della provincia in primis e poi della Regione; infatti, il consigliere di Palazzo Dogana abbozza una considerazione: «Vista la situazione emergenziale e ferme stando le responsabilità più che evidenti della filiera istituzionale, a partire dall’Ato Fg/4 ora è il momento di lavorare con serietà e impegno alla soluzione di un problema ambientale, sociale e finanziario».

    Sul tema rifiuti, discarica e inceneritore, al di là dei proclami nei comunicati, si avverte il bisogno di lavorare con il preciso obiettivo di preservare il futuro per le prossime generazioni. Le parole come fumo voleranno via, mischiandosi magari ai fumi di una nuova ciminiera.

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