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    La Cicogna analizza questionari Tarsu e accertamenti Ici

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    Pubblichiamo di seguito una nota a firma Lemma, dirigente del Movimento Politico la Cicogna, nella quale si analizza la questione dei questionari Tarsu e degli accertamenti Ici. Ecco il documento completo.

    ACCERTAMENTI ICI E QUESTIONARI TARSU
    Con la determina dirigenziale 561/99 del 29/06/2011 è stata impegnata la spesa complessiva di €35.200,00 compreso iva, per il costo di notifica di 6.400 raccomandate a.r., costo unitario quindi pari a € 5,50, inerenti gli avvisi di accertamento Ici e i questionari Tarsu per l’anno 2006, da recapitare ai cittadini. Per controllare, infatti, le posizioni dei contribuenti in merito ai tributi Ici e Tarsu è stato predisposto l’invio di migliaia di avvisi di accertamento e di questionari. Nel mese di Luglio saranno inviati per l’esattezza, tramite posta con raccomandata a.r. 4.400 avvisi di accertamento Ici e 2.000 questionari Tarsu relativi all’anno 2006. L’Ati Publisys SpA – Mt SpA è l’aggiudicataria della fornitura di software applicativo e servizi connessi per l’area tributi (Ici e Tarsu) e affidamento di attività propedeutiche e/o consequenziali alla funzione di pertinenza del Comune di Cerignola in materia di tributi locali. In data 17/12/2008 è stato stipulato un apposito contratto di appalto tra il Comune di Cerignola e la Publisys. In base a questo contratto di appalto il Comune corrisponde alla Publisys €194.600,00 oltre iva, per la gestione ordinaria annua dei servizi e un aggio del 19% per ciò che riguarda il servizio di accertamento. Leggiamo alcuni articoli del contratto di appalto: Articolo 1: 3.a) è previsto il trasferimento alla Publisys, dei dati, informatici e cartacei, presenti negli archivi del Comune e analisi di tutte le posizioni risultanti negli archivi stessi, relativamente alle annualità non prescritte e accertabili; 3.b) la Publisys deve acquisire le dichiarazioni e i versamenti/pagamenti pervenuti e relativi agli anni non prescritti e accertabili; 3.c) la Publisys deve gestire e verificare le eventuali autodenunce/autocertificazioni attestanti stati e/o fatti relativi al periodo d’imposta d’imposta oggetto di accertamento, presentate dai contribuenti sia anteriormente sia durante il periodo di espletamento dell’attività oggetto dell’appalto; 3.e) è stabilito che la publisys deve effettuare l’interpolazione, bonifica e/o integrazione dei dati, di cui ai punti precedenti, individuazione di anomalie di diverso tipo nelle posizioni contributive, derivanti dall’attività complessiva di verifica, anche tramite l’invio di questionari con eventuale convocazione del contribuente, verifiche su banche dati interne ed esterne al Comune, ulteriori approfondimenti e riscontri catastali, eventuali controlli sul territorio e quant’altro necessari per il raggiungimento della certezza del dato; 3.f) si decide che la Publisys deve eseguire verifiche e confronti tra le banche dati interne ed esterne al Comune, comprese quelle catastali, e delle eventuali rilevazioni sul territorio, con gli archivi comunali, allo scopo di individuare gli evasori totali e/o verificare la correttezza delle dichiarazioni riguardanti gli oggetti d’imposizione; 3.h) è prescritto che la Publisys deve produrre gli avvisi di accertamento entro i termini prescrizionali di legge, avendo particolare attenzione ad evitare che i singoli contribuenti siano interessati da atti reiterati determinati da errori materiali imputabili alla lavorazione da parte della stessa. Articolo 2: 1. Lo svolgimento delle attività e dei servizi oggetto dell’incarico, di cui all’articolo 1, è unica e inscindibile nonché affidata in via esclusiva al soggetto aggiudicatario. L’incarico sarà svolto dalla Publisys aggiudicataria a rischio d’impresa, quindi con i propri capitali, mezzi e personale, in regola con la normativa vigente in materia. 2. La gestione dell’incarico dovrà, inoltre, essere improntata secondo criteri di correttezza e trasparenza nei confronti dei contribuenti, con il costante intento di minimizzare il disagio derivante dall’impatto creato dall’attività accertativa sulla cittadinanza. Articolo 6: Tutto il materiale e i servizi occorrenti per l’espletamento del servizio saranno approntati a cura e a spese della Publisys aggiudicataria. Articolo 8: Sono a carico della Publisys aggiudicataria tutte le spese inerenti o conseguenti allo svolgimento del servizio e tutte le spese contrattuali connesse e conseguenti. A questo punto, tornando agli invii degli accertamenti Ici e dei questionari Tarsu, sorgono delle considerazioni. Qualcosa non è chiara. Gli avvisi di accertamento Ici in diverse circostanze vengono recapitati a cittadini/contribuenti che l’imposta l’hanno regolarmente versata, che a suo tempo la dichiarazione Ici l’hanno regolarmente presentata, ma che di conseguenza sono obbligati a recarsi ugualmente presso gli uffici della Publisys per chiedere, dopo una lunga attesa, l’annullamento dell’accertamento. I questionari Tarsu sono stati trasmessi, anche in questo caso, a cittadini/contribuenti in perfetta regola con la denuncia e i relativi versamenti della tassa, ma che devono recarsi sempre presso gli uffici della Publisys per dimostrare la loro regolarità. In ossequio alle disposizioni riportate nel contratto di appalto, in particolare articolo 1, punto 3.h) e articolo 2 punto 2, sarebbe stato il caso di individuare preventivamente, attraverso una maggiore e più capillare comunicazione fra gli uffici del comune e quelli del catasto, tramite un preciso incrocio di dati sia cartacei che informatici, coloro ai quali inviare gli avvisi di accertamento Ici piuttosto che i questionari Tarsu. Con questo modo indiscriminato di operare sono stati creati notevoli disagi ai cittadini, addebitando loro, inoltre, l’onere di provare di non essere evasori. Sempre in base al contratto di appalto, articolo 2, punto1, è stabilito che lo svolgimento delle attività e dei servizi oggetto dell’incarico è unica e inscindibile ed è affidata in via esclusiva al soggetto aggiudicatario, quindi la Publisys. Non si spiega come mai sugli accertamenti Ici e sui questionari Tarsu c’è una totale confusione fra Comune e Publisys. Ai cittadini è indicato di rivolgersi per l’Ici o la Tarsu all’ufficio tributi del Comune di Cerignola – Publisys SpA-MT SpA- V.le di Levante 125 1° piano; sia i questionari Tarsu che gli accertamenti Ici recano una doppia firma, quella del funzionario del Comune e quella dell’operatore della Publisys. Questo è comunque il minimo. Non si comprende infatti per quale motivo dev’essere il comune a sostenere la spesa per l’invio degli accertamenti Ici e dei questionari Tarsu. L’articolo 2, punto1, del contratto di appalto in modo molto chiaro precisa che l’incarico sarà svolto dalla
    Publisys aggiudicataria a rischio d’impresa, quindi con i propri capitali, mezzi e personale. Nel contratto è già stabilito qual’è il compenso per la gestione ordinaria annua del servizio € 194.600,00 e qual è l’aggio, 19%, per il servizio di accertamento. Non è previsto, invece, che il comune debba sopportare ulteriori costi o partecipare alle spese della Publisys. Infatti l’articolo 6 e l’articolo 8 dispongono in modo univoco nell’escludere categoricamente tale possibilità. Con questo modo balzano di operare si minano le già esigue risorse finanziarie del comune che potrebbero essere destinate ad altra tipologia d’interventi.

    9 COMMENTS

    1. Interessante disamina.
      Al di là degli aspetti economici, posso confermare di aver avuto un accertamento ici del tutto infondato che mi ha causato un dispendio inutile di tempo.
      Concordo sul fatto che dovrebbe essere fatto un lavoro preventivo per identificare i cittadini ai quali inviare questi accertamenti.
      Spero di non ricevere il questionario tarsu, visto che non ho problemi anche per il pagamento di questa tassa.

    2. Effettivamente non posso dar torto a quanto afferma Lemma nella sua nota e all’esperienza di Angelo.
      Ho ricevuto tempo fà un accertamento ici che mi ha letteralmente fatto impazzire per quante volte son dovuto andare agli uffici della Publisys per fargli capire come stavano le cose e per riuscire alla fine a farmelo annullare.
      Sò con certezza di non essere stata l’unica vittima di questo assurdo sistema di accertamento perchè negli uffici della Publisys ho avuto modo di parlare con altre persone che lamentavano lo steso disservizio.
      Ritengo che l’aver decentrato il servizio avrebbe dovuto apportare dei vantaggi.
      Prima di arrivare ad inviare un accertamento sarebbe il caso quindi che si metta a punto un sistema per non colpire indiscriminatamente, ma con raziocinio.

    3. si ma perche’ la spesa della spedizione la paga il comune? i soliti clientelismi di questa amministrazione…….ci avete rottoooooooooooooo

    4. Anche a noi (nucleo familiare) è capitato dover ricevere un accertamento ICI per ben tre volte, negli ultimi tre anni, così da dover per onor di cronaca interagire con tre esperti (accaniti), i quali hanno alla fine evidenziato che il problema nasceva dalla inadempienza amministrativa ,non hanno letto l’atto del notaio che certificava l’usufrutto di un superstite, da parte dell’Ufficio del Registro o da parte dell’Ufficio del Catasto. Tre anni con annulli del provvedimento da parte dell’Ufficio ICI, iniziative da parte di Equitalia a proposito di quel provvedimento notificatomi tramite la Publysis, etc. etc.
      Le iniziative prese da persone che certamente per tempo non vanno a fare delle giusti valutazioni, prese dalla forsennata ricerca di procurare soldi, il mandato conferito già con l’Assessore della giunta Valentino (omonimo).
      Per tale incarico sono impiegati fondi che dovrebbero essere versati alla Amministrazione, ma per ora sono solo evidenziate le spese. Quanti evasori “catturati”? Buona caccia, tanto paga Pantalone!

    5. Lemma sei grande ! Grazie Cicogna, senza te sai quante cose si maschererebbero nella piu’ ignota oscurita’ ? Tutto ha discapito del contribuente e della amministrazione comunale…..! Mah! Que’ chi dorm non peggh pesc….! Si spera sempre di trovare persone serie, gruppi seri , che ci possano aiutare nel migliore dei modi sulle questioni che non tutti comprendono o conoscono .

    6. Effettivamente il noto professionista Lemma ha ragione. Nell’era di internet,dell’eliminazione del cartaceo e delle trasmissioni delle dichiarazioni on line,con i relativi controlli incrociati con l’ ufficio catastale e l’agenzia delle entrate, l’invio di questi questionari , a spese dei contribuenti, essendo tale invio sovvenzionato,senza alcun titolo dal comune di Cerignola, non ha alcun senso.Dimostra come non si abbia voglia di lavorare e si preferisca tentare di incastrare i poveri contribuenti.
      Bravo dott.Lemma continui sempre a lavorare per i cittadini onesti e non curi gli sciocchi che ,stando loro a dormire ormai da tanti anni, non si accorgono che il paese si sta ormai svegliando!

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