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    La Cicogna esprime la sua preoccupazione su Ladisa

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    Pubblichiamo di seguito un comunicato del Movimento Politico la Cicogna sulla riunione di ieri mattina in comune, per discutere sul problema Ladisa, e su come l’intero gruppo civico e le mamme siano ancora perplessi sulla garanzie del Sindaco. Ecco il documento completo.

    Da poco si è concluso l’incontro nella sala consiliare del comune di Cerignola tra la cittadinanza e il Sindaco, Giannatempo, e alcuni componenti della Giunta, unitamente ad alcuni consiglieri sulla vicenda “Ladisa”. Erano in discussione le analisi con le quali l’azienda “Ladisa” intendeva rassicurare sulla incontaminazione da “veleni” dei pasti che la stessa fornisce alle mense scolastiche. L’amministrazione comunale si è trovata, inaspettatamente, a far fronte ad una cittadinanza seriamente stanca, preoccupata della salute dei propri figli, ma preparata e che con estrema decisione e concretezza ha fatto presente al Sindaco tutte le incongruenze, inesattezze e perplessità riguardanti le analisi sugli alimenti che la Ladisa ha commissionato al Laboratorio Pubblico “Samer”, chiedendo espressamente al primo cittadino la sospensione del servizio mensa nelle scuole. Nonostante l’esplicita richiesta da parte dei vari comitati di genitori delle singole scuole e di tutti i cittadini che hanno affollato una aula consigliare assai gremita, il nostro sindaco, Antonio Giannatempo, l’assessore all’ambiente, Stefano Palladino e gli altri componenti della Giunta impreparati, paralizzati, senza argomenti e con le spalle al muro non hanno accolto le istanze.

    Anzi, il sindaco, dopo aver preso tempo con argomentazioni inutili ha affermato di considerare le analisi, commissionate dalla “Ladisa” alla “Samer”, i cui esiti garantiscono una non contaminazione, inconfutabili e sicure. Quindi, per tal motivo la “Ladisa” non può essere fermata dall’amministrazione comunale, che accettando le risultanze delle stesse analisi, probabilmente, non provvederà a precettare l’azienda a disporne delle nuove, con campioni prelevati ed esaminati da altro laboratorio pubblico, individuato dall’amministrazione comunale e a spese della “Ladisa”, così come, invece, votato all’unanimità nella delibera consiliare. Queste decisioni sono state prese dal nostro sindaco, Antonio Giannatempo, nonostante le proteste, il clima di sfiducia palesato dai cittadini e le preoccupazioni e giustificate lamentele sul modo d’agire stesso del Sindaco e di tutta l’amministrazione da parte dei genitori dei piccoli fruitori delle mense scolastiche, intervenuti all’incontro odierno. Il Movimento Politico “La Cicogna”, nella persona del suo Presidente, avv. Franco Metta, ha informato, nel corso della riunione, pubblicamente il Sindaco, alcuni componenti della Giunta e alcuni consiglieri di maggioranza della circostanza nota alle cronache che la “Samer”, il laboratorio a cui si è rivolta la “Ladisa” è oggetto di vicende giudiziarie: il rinvio a giudizio, nella vicenda che ha visto imputato “il re del grano” Francesco Casillo, per Alessio Di Maggio, direttore tecnico dell’azienda speciale “Samer” della Camera di Commercio di Bari per aver redatto certificati falsi, attestanti l’insussistenza della micotossina nel ”grano duro contaminato da Ocratossina”. Una tossina “altamente nociva per la salute umana”, sia per “assunzione diretta del prodotto contaminato” che, indirettamente, “tramite il consumo di carni di animali nutriti con mangimi ottenuti dalla decorticazione dei chicchi di grano”. Con riguardo all’analisi commissionata dalla stessa “Ladisa” al Laboratorio Pubblico “Samer”, “La Cicogna” sottolinea le seguenti anomalie, frutto di studio della documentazione operata da esperti interni e collegati al Movimento stesso:

    – È inutile l’analisi batteriologica sugli alimenti, quale è .quella effettuata dalla “Samer”.

    – È inutile il dosaggio di alcuni inquinanti (valori normali) su campioni di terreno superficiale, senza alcuna descrizione dei criteri e metodi di prelievo e analisi e, soprattutto, senza analizzare le falde acquifere sottostanti e prelevati dalla “Ladisa” stessa, senza la presenza di una parte terza.

    Il Movimento non comprende come la stessa amministrazione comunale possa aver soprasseduto e aver accettato senza riserve, nonostante la mobilitazione e le lementele popolari, i risultati di inutili analisi batteriologiche commissionati dalla “Ladisa” stessa alla “Samer,” senza porsi legittimi e più che motivati quesiti in merito alla sicurezza del sito, prima di definirlo tale, come è stato fatto attraverso manifesti affissi per le strade di Cerignola. Il Movimento Politico “La Cicogna” ha individuato alcuni quesiti, che una diligente e accorta condotta da parte di chi ci amministra dovrebbe necessariamente porsi e rispondere, senza essere imbeccata dalla cittadinanza, ma a priori in ossequio al principio di precauzione e al buon governo di una amministrazione:

    1. Il laboratorio è accreditato a livello nazionale per quelle determinazioni?
    2. Quale curriculum e affidabilità vanta la Samer, scelta per altro dalla Ladisa, che deve dimostrare di non essere stata interessata dall’eccessivo inquinamento, superando la soglia limite di emissione di diossine e furani, che ha determinato la chiusura di Ecocapitanata?
    3. Essendo stato, l’inceneritore Ecocapitanata, fermato per gli sforamenti di diossine e furani sono stati dosati diossine e furani nel suolo (superficiale e profondo), nelle falde idriche e negli alimenti?
    4. Sono stati dosati gli inquinanti (in particolare metalli pesanti, diossine, PCB) negli alimenti nei quali tipicamente si accumulano? Il dosaggio andrebbe fatto soprattutto nei vegetali, nel latte e derivati (latticini, formaggi etc), nella carne provenienti da quella zona. Eseguire dosaggi in alimenti preconfezionati altrove (tipo pasta e tonno) è solo perdita di tempo.

    Il nostro Movimento Politico sottolinea la necessità di un gesto di responsabilità da parte dell’intera amministrazione comunale e del Sindaco, Antonio Giannatempo, nonché medico, alla luce delle risultanze di analisi confutabili, incomplete, incerte e insicure. Le quali si contestano tra gli altri per alcuni evidenti motivi: non risultano essere accreditate “Accredia” e anche “…non accreditate dal Sinal”, non comprendono il dosaggio di “diossine” e “furani”, sostanze per il cui sovraddosaggio nell’ambiente rispetto ai valori di legge, superato di ben 16 volte, ha determinato la chiusura di “Ecocapitanata”. “La Cicogna” unitamente alla cittadinanza esorta calorosamente, invocando il principio di precauzione, l’amministrazione comunale e il primo cittadino, Antonio Giannatempo, che in quanto tale deve garantire la salute e la sicurezza pubblica, a disporre trasparenti, complete, adeguate, certe e veritiere analisi a spese della “Ladisa”, presso un laboratorio scelto dall’amministrazione stessa sia sugli alimenti che nel suolo e nell’aria circostante l’inceneritore “Ecocapitanata”. Disponendo, inoltre, la chiusura dell’azienda “Ladisa” fino all’ottenimento di risultati che rassicurino sulla incontaminazione sia del suolo, sia delle falde acquifere, sia dell’aria da inquinanti altamente dannosi alla salute pubblica. 

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