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    Metta inoltra una mozione urgente sull’inceneritore Ecocapitanata

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    Franco Metta, consigliere comunale e presidente del MP La Cicogna, invia al presidente del Consiglio comunale Curiello il testo di una mozione urgente che ha come tema l’attività dell’inceneritore Ecocapitanata sito in Zona Industriale. L’avvocato tiene a specificare che il documento è frutto «dell’intelligente lavoro, del coraggio civile e della passione sociale del mio amico Antonio Lionetti. Prego tutti di dare atto che – solamente per motivi burocratici – in calce è apposta la mia firma. Che sono onorato di aver apposto». Di seguito il testo completo.

    SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CERIGNOLA
    MOZIONE URGENTE

    Il sottoscritto consigliere comunale espone. In data 4 agosto u.s. si è appreso che la soc. Ecocapitanata, operante nel settore di incenerimento rifiuti speciali e pericolosi nella zona industriale del Comune di Cerignola, è stata raggiunta da un provvedimento di diffida all’esercizio della propria attività, emanato dalla Regione Puglia (prot. 641 del 04/08/11), a causa di riscontrate e gravi anomalie nel funzionamento dell’impianto, che attengono ad un’elevata e irregolare emissione di diossina, in misure di circa 16 volte superiore il consentito dalla normativa; La società Ecocapitanata s.r.l. svolge una attività di incenerimento di rifiuti sanitari e rifiuti speciali in genere dal 1994 e nel giro di circa 15 anni ha aumentato il suo potenziale di incenerimento di quasi il triplo, passando dagli iniziali 250 kg/h agli attuali 650 kg/h. In data 11/10/2010, con la Determina Dirigenziale n. 459, l’ingegnere Antonicelli, Dirigente del Servizio Ecologia della Regione Puglia, ha rilasciato l’Autorizzazione di Impatto Ambientale alla soc. Ecocapitanata a condizione che si rispettassero e attuassero ben determinati adempimenti. Più precisamente, nell’AIA si stabilisce che la società Ecocapitanata è tenuta a concordare con il Comune di Cerignola iniziative finalizzate alla più efficace diffusione e conoscenza dei dati ambientali oltre alla messa a disposizione del pubblico dei dati relativi al monitoraggio ambientale. Ai fini della verifica dell’osservanza dei valori limite di emissione, i risultati delle misurazioni devono essere normalizzati alle condizioni descritte nell’allegato 1, paragrafo b del D.Lgs. n.133/05. 8.1 Prescrizioni. In sintesi la società Ecocapitanata nei primi sei mesi d’esercizio dopo il rilascio dell’AIA doveva:
    1. rispettare il valore limite più restrittivo per il parametro HCl, pari a 8 mg/Nm3, previsto dalle BAT di settore, rispetto a quello precedentemente autorizzato previsto dal D.Lgs 133/05 di 10 mg/Nm3.
    2. adeguare il sistema di filtrazione, per rispettare il valore più restrittivo dell’HCL pari a 8 mg/Nm3 previsto dalla BAT di riferimento e aumentare la frequenza di monitoraggio di PCDD +PCDF, da quadrimestrale a bimestrale, e allo stesso tempo monitorare la concentrazione di PM10 PM2,5, in punti significativi concordati con Arpa Puglia e Comune;
    3. inviare all’Arpa Puglia – Dap Foggia, la documentazione relativa allo scambiatore ad acqua per il raffreddamento dei fumi finalizzata a valutare l’ assoggettabilità al DM 1.12.75, del sistema di raffreddamento ad acqua del forno.
    4. ottemperare alle disposizioni dell’Allegato VI punto 2.3 della Parte V del D.Lgs. 152/06 in merito alle misure discontinue degli autocontrolli; riportare i dati relativi su apposito registro previsto dal punto 2.7 – Allegato VI alla parte quinta del D.lgs. 152/06; comunicare alla Regione Puglia, Provincia di Foggia, ARPA Puglia – DAP Foggia, Comune di Cerignola, con anticipo di almeno 30 giorni, le date degli autocontrolli; trasmettere all’ARPA Puglia – DAP di Foggia, Comune di Cerignola e Provincia di Foggia i certificati d’analisi secondo le medesime frequenze di monitoraggio;
    5. concordare con il Comune di Cerignola iniziative finalizzate alla più efficace diffusione e conoscenza dei dati ambientali.

    L’impianto in questione è classificato in fascia C (la peggiore e con obbligo di risanamento) dal piano regionale della qualità dell’aria e esso brucia rifiuti pericolosi, “di cui buona parte – si legge nell’AIA – pericolosi di tipo infettivo d’origine sanitaria di tipo H9”: sostanze contenenti microorganismi vitali o loro tossine, conosciute o ritenute per buoni motivi come cause di malattie nell’uomo o in altri organismi viventi e non è chiaro come sia stato adottato il principio di precauzione, visto che a Cerignola manca da 4 anni una rete di monitoraggio della qualità dell’aria. Fermo restando la competenza della Regione Puglia a rilasciare le varie autorizzazioni è importante evidenziare che anche il Comune di Cerignola, nella persona del Sindaco, possiede competenze specifiche, in quanto rilascia l’autorizzazione sanitaria all’impianto ai sensi degli artt. 216 e 217 del Regio Decreto n.1265 del 1934 ed in quanto primo responsabile della salute pubblica. Per ultimo, e non per importanza, nella zona industriale ed a pochi metri dall’ inceneritore opera la soc. Ladisa, la quale cuoce e confeziona i pasti che vengono somministrati alle mense scolastiche. Sulla delicata e oltre modo pericolosa vicenda, a parte generici comunicati stampa, il Sindaco e l’assessore all’ambiente Palladino non mi risulta abbiano dato indicazioni precise sulle misure di precauzione e cautela che si intendono adottare a salvaguardia della salute pubblica. Né si è potuto appurare quale sia l’opinione sulla questione dell’ing. Custode Amato, dirigente del settore ambiente del Comune di Cerignola. Ciò premesso, chiedo che Ella voglia sottoporre al Consiglio Comunale, dopo i chiarimenti dei citati soggetti e dopo ampio dibattito pubblico, la seguente mozione:

    Il Consiglio Comunale di Cerignola, ascoltata la relazione del Sindaco, dell’assessore all’Ambiente e del Dirigente Settore Ambiente, in ordine ai fatti accaduti e alle lecite preoccupazioni sulle prevedibili ripercussioni ambientali e sanitarie, esprime la sua apprensione per quanto accaduto e per le conseguenze future che un tale evento di inquinamento ambientale possa procurare all’intero territorio comunale Impegna Il Sindaco e La Giunta Comunale a vigilare perché abusi del genere non abbiano più a ripetersi ed inoltre ad appurare nello specifico che:
    1.la soc. Ecocapitanata abbia ottemperato a tutte le prescrizioni imposte dall’ultima autorizzazione d’impatto ambientale rilasciata dalla Regione Puglia;
    2.la soc. Ladisa sia in grado di dimostrare che non ci siano state e non ci saranno in futuro serie ricadute tossiche nocive sul confezionamento dei pasti che verranno distribuiti alle mense scolastiche; ci siano le più ampie garanzie e l’assoluta certezza che la soc. Ecocapitanata sin dal 1994, data di inizio attività, non abbia già irrimediabilmente inquinato l’aria, il si ripetano episodi di questo tipo. Non posso esimermi dal rappresentarle, caro Presidente, la mia prostrazione nel rilevare come l’attuale amministrazione tratti con superficialità e ostentata tranquillità argomenti così delicati e pericolosi, che attengono la salubrità del nostro intero territorio. Ella sa bene quali necessità prioritarie abbia il tema del controllo dell’inquinamento ambientale nella nostra città. Ossequi.