More

    HomeEvidenzaNominati i nuovi coordinatori cittadini PdL. Ecco le dichiarazioni di d'Antonio

    Nominati i nuovi coordinatori cittadini PdL. Ecco le dichiarazioni di d’Antonio

    Pubblicato il

    Da due settimane la segreteria provinciale del Popolo della Libertà ha indicato Michele Distefano e Romano d’Antonio alla guida del partito a Cerignola. Abbiamo incontrato l’ex capogruppo provinciale di Alleanza Nazionale, politico di lungo corso ed esperienza, in Consiglio comunale dal 1992 al 2010 e a Palazzo Dogana dal 1998 al 2008.

    Come intende approcciarsi in questa nuova carica nei confronti della maggioranza consiliare? Quale ruolo ha il partito, quando si amministra? Quanto può spingersi nell’ingerenza verso l’amministrazione? Il compito del partito rispetto alla amministrazione comunale è di ausilio, non deve intaccare l’autonomia amministrativa, ma deve con il gruppo consiliare e ancor meglio con la maggioranza tutta, realizzare il  programma con il quale Antonio Giannatempo ha vinto le elezioni.  Inoltre, la azione politica deve dare una connotazione all’indirizzo amministrativo più dinamico e più rispondente alla realtà e alle esigenze dei cittadini.

    Come sono i rapporti con l’altro coordinatore, Michele Distefano? Registro qualche iniziale difficoltà tecnica nella gestione operativa del partito, in quanto le decisioni da prendere devono essere da  necessariamente condivise da ambedue. Il rapporto personale con Michele è ottimo perché persona piena di esperienza, di conoscenza delle cose e degli uomini. Siamo consapevoli entrambi che abbiamo di fronte un lavoro molto difficile, dovendo ricostruire una situazione di cordialità nel partito e tra i consiglieri. Dobbiamo far riemergere la franchezza e allontanare la cultura del sospetto.

    Veniamo ai 4 “dissidenti” del Pdl. Come recuperare con loro? Ho già detto che non mi sembra vi sia un gruppo costituito che ha posto un problema politico. Dagli incontri avuti con i quattro consiglieri, ho colto che è la valutazione politica ad accomunarli. Anzi, rispetto a ciò si potrebbe avere qualche altro consigliere che condivide la loro valutazione. Con loro il recupero passa attraverso il confronto e la coerenza in quello che si afferma. Gli stata riconosciuta dal partito, a livello provinciale e locale, dal sindaco, la bontà della loro valutazione politica, quando matureranno tempi e modi il sindaco agirà di conseguenza. Aggiungo che, se fossi io in prima persona cogliere comunale, ritornerei in aula soddisfatto delle garanzie politiche ed istituzionali: c’è la possibilità persino di un documento del gruppo consiliare che esprima la sua solidarietà. Il mio auspicio è che dietro questo argomento non ci sia un retro pensiero nè tanto meno altro tipo di richieste o pretese.

    Come intende avvicinare la gente alla questione politica, locale e nazionale? La pubblica opinione è sfiduciata dai partiti e dalle istituzioni che non riescono a trovare soluzioni rapide e soddisfacenti. Problemi come la sicurezza, l’ambiente, l’occupazione, la questione morale hanno bisogno di risposte efficaci. Ad esempio la questione morale non è solo un fatto verticistico, ma riguarda anche le realtà locali. Non avere più pudore politico quando si verificano fatti eclatanti, legati alla moralità ed onestà, porta inevitabilmente ad una sfiducia nella politica. Insomma, pur se fosse assolto dai processi in corso, Lele Mora, per quanto mi riguarda, non potrebbe mai essere un candidato credibile del Pdl nel Parlamento italiano, anche se i precedenti sono tanti.

    Ma torniamo ai fatti di casa nostra. Ci dia un’opinione sul governo regionale. Vendola ha costruito il suo messaggio politico su di un sogno, la realtà è ben altra e constatiamo una politica regionale non altezza delle aspettative. Lo scandalo della sanità in cui Tedesco lo accusa di esserne a piena conoscenza, il ripristino, contrariamente a quanto detto in campagna elettorale, del ticket sulle medicine, la chiusura di alcuni ospedali e di reparti ospedalieri in altri nosocomi dimostrano un’azione politica diversa da quella sbandierata nei comizi elettorali.

    E in Provincia va meglio? Anche la Provincia di Foggia sembra soffrire di progettualità e programmazione, nonostante qualche lodevole iniziativa di singoli assessorati. Abbiamo conquistato Palazzo Dogana, dopo 60 anni di governo di centrosinistra, con la speranza di determinare un forte cambiamento per le aspettative del territorio. I risultati tardano a venire e Cerignola, che ha dato un forte contributo alla elezione del Presidente Antonio Pepe, aspetta un attenzione maggior per la risoluzione delle problematiche esistenti.

    Chiudiamo in grande: governo Berlusconi e attuali riforme in atto, prima fra tutte quella del federalismo comunale. Quale futuro hanno e quali soprattutto gli effetti qui da noi? Il federalismo può rappresentare una opportunità per le regione meridionali, che devono sempre più responsabilizzarsi e razionalizzare la spesa pubblica, di contro però dobbiamo equiparare alcuni costi, direi strutturali, con quelli del Settentrione di Italia. Mi spiego meglio. Il macchinario per la tac da noi non può costare una volta e mezza di quanto costa nel Nord Italia, una risma di carta per fotocopiatori non può costare il doppio di quanto costa in altre  realtà. Così come il costo del denaro nelle banche meridionali, specialmente per le imprese, non può essere superiore a quello del Nord Italia; la spesa pro capite per ogni cittadino che il governo stanzia non deve essere molto più bassa al sud rispetto al nord. Questo per dire che vi deve essere maggior equilibrio nella stesura delle norme riguardanti la riforma del federalismo. Dal punto di vista strutturale è in dubbio che siamo in netto ritardo rispetto al Nord Italia e all’Europa centrale. Per colmare questo ritardo non possiamo contare solo sulle nostre forze, ma c’è bisogno di una politica di sostegno economico nazionale ed europeo. (fonte N. D. da Cerignola.it)