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    Nuovo incendio all’ex Tamma, Schiavone: “L’edificio è una bomba ad orologeria”

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    Questa mattina si è sviluppato un nuovo incendio nell’ex stabilimento Tamma, nei pressi della Villa Comunale e in zona centralissima della città, stavolta in un settore dell’impianto non toccato dal primo rogo. Il segretario di Sel, Giuseppe Schiavone, punta il dito contro l’Amministrazione comunale, che non ascolta le lamentele e le richieste per la sicurezza della struttura avanzate dallo stesso segretario due mesi fa, quando le fiamme interessarono l’area. Di seguito il comunicato integrale.

    “Sono passati due mesi esatti dallo scorso 18 Maggio quando l’ex pastificio Tamma fu vittima di un incendio che per ore bloccò il centro della città, oggi 19 Luglio la storia si ripete. Alle nove di questa mattina un secondo incendio coinvolge l’ala del pastificio lasciata intatta dal primo incendio. Per la seconda volta l’incendio fortunatamente è stato domato e non si sono avuti danni; nel frattempo Giannatempo e i suoi dormono beatamente, forse si sveglieranno quando al terzo incendio le conseguenze potrebbero essere ben più drammatiche, vista la notevole vicinanza della struttura alle abitazioni”. Giuseppe Schiavone, segretario cittadino di SEL, commenta così l’ennesimo incendio che ha interessato l’ex pastificio Tamma.

    “Abbiamo sollevato i problemi legati all’ex pastificio Tamma più di una volta, ma nessuna risposta è arriva da Palazzo di Città, Giannatempo e la sua Giunta preferiscono tacere. Cosa c’è sotto? Quale movimento urbanistico si vuole attuare? Perché non si costringe il proprietario a mettere in sicurezza lo stabile? Forse a qualcuno potrebbe far male la pancia? In mesi di segnalazioni – spiega Schiavone – nessuna risposta e nessun atto sono stati prodotti”. Diverse sono le problematiche legate a questo stabile, problemi di sicurezza, salute ed igiene pubblica. Oltre alla facilità d’accesso dovuto alla mancanza di finestre su alcuni dei lati, c’è anche il problema legato alla presenza di topi ed all’alta probabilità che all’interno e sulla copertura della struttura ci possa essere amianto.

    “E’ imbarazzante come il Governo di questa città taccia su questo problema. Reddavide, assessore alla Sicurezza, dopo i semafori che inquinano cosa verrà a dirci? Che gli incendi si generano per autocombustione? All’assessore Romano, con delega alla Sanità, danno fastidio soltanto i piccioni, e dei topi che scorazzano tranquillamente nelle vicinanze della struttura non se ne preoccupa? All’Assessore all’Ambiente Palladino, l’Amianto non interessa?”. Sinistra Ecologia e Libertà comincerà subito una petizione popolare con i cittadini residenti nelle  zone limitrofe all’ex Tamma per chiedere agli organi competenti l’immediata messa in sicurezza dello stabile, la bonifica della zona e la certificazione della presenza o meno di amianto.

    8 COMMENTS

    1. Perchè il Comune non acquista lo stabile trasformandolo in spazio verde collegandolo (ampiandone l’estensione) al verde della villa Comunale magari con un ponte pedonale su via XX settembre e al verde di Via Milano con altrettanto ponte di collegamento. Ne guadagnerebbe la città e la cittadinanza!

    2. su quell’area hanno puntato già da anni….anche la zona a ridosso del villino Pallotti, non era edificabile, poi, chissà come mai…..una bella lottizzazione con decine e decine di appartamenti!! Bella, Cerignola, belli i cerignolani!!!

    3. Molto pittoreschi i commenti, ma forse nessuno di noi mortali cittadini si è mai avvicinato alle cose della politica. Tutti quegli slogan elettorali, quelle accozzaglie di “amici” che trovano il gusto di salutarti durante la kermesse elettorale, altri non sono che dei “trasformisti” che nel senso pratico si possono definire a due facce, che nel periodo citato vogliono trovare dei “trinariciuti becchi”: noi e come ci considerano. A volte siamo onorati che qualcuno di loro si rivolga a noi, chiamandoci per nome, nel migliore dei casi ci battono la pacca sulla spalla. La sensazione di calore che avvolge il nostro viso è da loro recepita, tanto che vorrebbero gridarci in faccia: te fatt.
      Ma questi saltimbanco della politica hanno già programmato e suddiviso tutto, concordato con i “signori del mattone” gli impegni prossimi, come dovranno suddividersi la città, quasi sempre i neofiti di questo settore devono rassegnarsi a fare da comparsa, non devono frapporsi tra questa fazione e l’altra, altrimenti: ti mando “picone” se mi disturbi. La lottizzazione impazza in questa disastrata città, fatta a misura d’uomo per teste pesanti e grandi, la corte dei miracoli si mette al lavoro per il sommo sacerdote. Così si consumano le speranze di sprovveduti come siamo noi, che danno peso all’incendio ter dell’ex- Tamma, facendo finta di ignorare che ha appiccato il fuoco. Quando la giunta Valentino scoppiò, altri si erano già proposti, così come racconta un film degli anni ’70 “L’oro di Napoli” è li che potrete trovare i loro simili. Contribuite con un euro per acquistare un mattone e dopo saprete a chi affidarlo. Questa città è costruita intorno a voi! il 2% di loro ottiene frutti.

    4. Il mio commento era ovviamente una provocazione anche se l’idea proposta nn è sicuramente sbagliata e irrealizzabile. Complimenti a chi mi ha preceduto per il suo esaustivo commento e per come lo ha espresso! cmq nn darei importanza ai pseudo politici di cui parli tu! La loro unica forza nn è la loro intelligenza e scaltrezzq ma la mancanza di un movimento nuovo, pulito e indipendente che li metta definitivamente al bando.

    5. Ci illudiamo che il ricambio ad ogni tornata elettorale rappresenti un vero sussulto di novità; in realtà i politici possono anche cambiare, cambia il loro nome, l’area politica di riferimento, ma l’interesse e l’affarismo di chi muove i soldi, no. Essi sono pronti a mollare il cavallo su cui avevano puntato fino alla precedente elezione e puntano su chi ha maggiori possibilità di essere eletto. Lo sostengono. Poi, passano a riscuotere il conto, magari lasciandogli qualche osso da scarnificare…..Anni fa si lasciò chiudere il pastificio, pur di non consentire ai proprietari -che avrebbero trasferito l’insediamento nella zona industriale di nuovo allestimento- una “odiosa speculazione” su quell’area; si disse che era “osceno” barattare i posti di lavoro con una lottizzazione selvaggia. Il risultato? Azienda chiusa a Cerignola, posti di lavoro persi. Area abbandonata.
      Adesso stiamo al balcone, a guardare CHI metterà le mani su quell’area nummo uno…a costo zero, per intenderci!

    6. signori lo stabile nella sua totalità è stato acquistato da un noto imprenditore locale per la cifra di 10 milioni e 800 mila euro.

    7. A questo punto si scatena il toto imprenditore. Anzi cominciamo con lo stilare l’elenco delle aree e degli edifici che andranno al macero nei prossimi quattro anni e mettiamo di fianco il nome del noto imprenditore di riferimento:
      Area TAMMA:
      Ex CASERMA BIXIO:
      EX CASERMA C.C. S.ANTONIO:
      EX AREA A.S.I.A. VIA TORINO;
      VIA XXV APRILE;
      EX CASERMA C.C.
      Attendo il completamento da parte di qualcuno più informato: Gola Profonda.
      Questo gioco può chiamarsi: caccia al tesoro (degli altri), alla faccia del saciccio.

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