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    Quale scenario per UDC e UdCap in vista del “possibile” rimpasto?

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    La possibilità di cambi di deleghe in giunta è fatto accertato, e per bocca degli stessi protagonisti. Un rappresentante in Giunta per “i quattro” è cosa fattibile, dice Giannatempo, ma di certo la manovra non sarà indolore. Infatti nella ridefinizione delle deleghe UDC e UdCap rischiano di essere protagonisti. Il partito di Casini ha ormai il solo Moccia in consiglio e conserva un assessorato. Il gruppo di Capitanata, decisamente più nutrito, ha come riferimento assessorile il solo Romano (nonostante la presidenza a Curiello). La proporzione esistente in casa UDC di uno ad uno tra Consiglio e Giunta “non dovrebbe” andar giù all’UdCap, così come al Pdl. Ma la cosa è ben più complessa.

    Esiste infatti una intesa particolare tra i due gruppi centristi, mai scollati, sempre uniti non solo nell’appoggio al Sindaco. Sembra si tratti di un unico gruppo, che utilizza due sigle, direbbe qualche maligno, per non perdere probabilmente i contatti con Cera e mostrare fedeltà a De Leonardis. Lo stesso Santoro, inizialmente in quota UDC (seppur indipendente), non è stato messo apertamente in discussione dall’UdCap. Se si ridefiniscono le deleghe però, un partito con un solo consigliere non è detto che continui a tenere l’assessorato, che potrebbe anche essere mantenuto da Santoro, ma in quota UdCap. E Moccia? Resterà ancora con la compagine di centro o andrà con la costola di Capitanata? A guardar dall’esterno l’UDC sembra essere oggi il vero “potente”, considerati i numeri.

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