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    All’attacco di Pezzano replicano duramente Gentile, Ladogana e Valentino

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    Neanche le primarie riescono a ricucire uno strappo che, ormai, è sotto gli occhi di tutti nel Partito Democratico. E nemmeno quella velata parvenza di sorrisi e ottimismo tra i personaggi di spicco della bagarre è riuscita ad arginare quell’ovvia ventata di polemica e di accuse che avrebbero seguito le votazioni di domenica. Fa specie ancor di più quando il tutto accade tra esponenti che appoggiano lo stesso candidato (Bersani). E’ di stamane, infatti, una lunga nota stampa (l’ennesima) del Consigliere Provinciale Pd, Rino Pezzano, che critica aspramente l’intera tenuta del partito di centrosinistra, sottolineando il mancato riconoscimento del fallimento da parte di esponenti di spicco della compagine democratica, quali Silvana Ladogana, Segretario cittadino, l’Assessore al Welfare pugliese Elena Gentile, e l’ex Sindaco Matteo Valentino.

    L’attacco di Pezzano – «Le primarie del 25 novembre, a Cerignola, hanno avuto il tono dimesso delle feste a cui partecipano in pochi e con ancor meno voglia di divertirsi. Le ragioni possono essere molte, a partire dall’inefficacia dell’azione di quanti ieri e oggi hanno rivestito e rivestono importanti funzioni di governo e politiche, come dall’inadeguatezza di chi dovrebbe promuovere la partecipazione e favorire il confronto invece di sbarrare le porte del Circolo del PD». Esordisce così Rino Pezzano, che tenta di fare un’analisi quasi astratta di quanto accaduto, rintracciando il motivo di un fallimento, nel senso della partecipazione cittadina al voto: «E’, innanzitutto, la segretaria cittadina Silvana Ladogana che ha fallito la missione di fare emergere il Partito Democratico dalla crisi amministrativa del 2009 – afferma Pezzano -, esito drammatico dell’ormai storica diatriba tra dirigenti che recitano lo stesso copione politico da 30 anni a questa parte ed ancora pretendono di essere sul palcoscenico. Ce n’è d’avanzo per spiegare l’affluenza alle primarie di neanche 1.500 elettori in una città di così antiche e gloriose tradizioni di sinistra e centrosinistra – prosegue il democratico -, che non potranno essere vivificate da una superficiale spolverata delle ingiallite fotografie di Elena Gentile e Matteo Valentino, protagonisti di epici scontri come di instabili accordi, in Comune e in sezione, fin da quando l’una era sindaco e l’altro capogruppo del PCI in Consiglio comunale. Invece di sedere sulla sponda del fiume ad osservare il fallimento di altri – conclude il Consigliere Provinciale -, voglio partecipare attivamente alla rinascita del progetto politico in cui continuo a credere, insieme a decine di giovani e meno giovani cerignolani pronti ad impegnarsi per il bene comune della comunità cerignolana. Gli stessi che invito a votare per Pierluigi Bersani, genuino interprete di una grande tradizione e della sua profonda ed indispensabile innovazione». Giornalisticamente il contraddittorio diventa d’obbligo. Lanotiziaweb ha quindi chiesto di dire la propria ai “citati” da Pezzano.

    La replica “dura” di Elena – «Se non avessi letto il comunicato non ci avrei mai creduto: assurdità assoluta e completo stravolgimento della verità – esordisce l’Assessore regionale -. Sul merito risponderò, punto per punto, dopo la conclusione delle primarie e chiederò al Pd Provinciale e Regionale di assumersi pienamente le proprie responsabilità. Per ora – prosegue il delegato al Welfare – mi limito a dire che il dirigente di un grande e serio partito come il nostro, per altro investito di responsabilità istituzionali e politiche importanti, non può – nella maniera più assoluta – lasciarsi andare ad affermazioni del genere, tanto più in un contesto storico come l’attuale, nel quale sono in ballo i destini della nostra città e del nostro paese. Su un comportamento del genere – chiosa Elena Gentile – non si potrà, né si dovrà, più transigere. Il Pd di Cerignola è forte, sano e di alti principi democratici, e non consente a nessuno di minarne in radice il suo ruolo politico».

    «Trovi la maggioranza…e mi mandi a casa» – «Io sono Segretario di partito da 3 anni e sono stata nominata in modo condiviso da tutti. Sono all’interno del Partito Democratico da 5 anni appena e ho sempre ritenuto indispensabile l’apporto e il consiglio di chi ha più esperienza di me e di chi, come ad esempio Elena Gentile e Matteo Valentino, facendo politica da molti anni, possono dare. Per me domenica è stata una grande dimostrazione di democrazia, nonostante avessimo un unico seggio. Siamo stati precisi e abbiamo agito nel rispetto delle regole previste. Chi si permette di affermare cose diverse da queste, a pochi giorni dalle primarie, evidentemente sta tentando di minare dall’interno il partito per cercare di legittimare un personalismo dannoso per sé e per i cittadini. Stiamo pianificando, sicuramente dopo le primarie, una conferenza programmatica per definire la linea e le regole del partito che a qualcuno, evidentemente, sfuggono. Poi – conclude Ladogana -, se Pezzano o chi per lui crede di poter far meglio trovi la maggioranza democratica, che non ha, nel partito e mi mandi a casa».

    Valentino entra “politicamente” a gamba tesa – «Pezzano dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di nominare Matteo Valentino. Io non sono avvezzo ad accordi sottobanco e i miei scontri, compresi quelli con Elena Gentile in passato, sono stati esclusivamente sul piano politico e a viso aperto. Il rispetto, che lui non conosce, è alla base della buona politica. Lui fa il pettegolo e può continuare a farlo ma con me non attacca. Certe volte mi chiedo: ma chi è Rino Pezzano? Quali meriti politici ha? Non è stato neanche capace di essere eletto in Consiglio comunale e si permette di sputare fango su di me. Lui non deve mai dimenticarlo, è una creatura di Elena Gentile, alla quale oggi fa una guerra senza basi logiche. Io non voglio più candidarmi e mi sono messo a disposizione del partito come militante, credendo di avere quel pò di esperienza da poter dare. Ho fatto la mia parte da amministratore e ora basta. Io provengo da una vera cultura di partito, non come Pezzano. Io vengo dalla scuola del PCI, conosco la democrazia e il rispetto e so che certe beghe si discutono internamente al partito. Lui da mestierante democristiano sta facendo, o meglio tenta di fare, accordi sottobanco per ricavare una maggioranza nel partito che non ha. Non è nessuno e così facendo non sarà mai nessuno nel panorama politico. Incapace sia come amministratore che come politico. E vista questa sua ultima, ennesima, uscita chiedo al Provinciale di prendere seri provvedimenti subito dopo le primarie».

    A questo punto immaginare dopo le primarie una strada comune per Pezzano, Gentile, Valentino e Ladogana sembra improbabile. Paolo Campo, che già durante l’ultimo coordinamento aveva predicato unità, sarà probabilmente nuovamente chiamato a far da paciere. Chissà se questa volta funzionerà ancora.