More

    HomeEvidenzaAmpliamento del Cimitero: uno studio di fattibilità per scegliere il finanziamento migliore

    Ampliamento del Cimitero: uno studio di fattibilità per scegliere il finanziamento migliore

    Pubblicato il

    Con 13 voti favorevoli ed undici contrari, il Consiglio Comunale ha approvato ieri un ordine del giorno che impegna l’Amministrazione ad effettuare, nel più breve tempo possibile, uno studio teso a valutare la migliore convenienza per la Pubblica Amministrazione a realizzare l’ampliamento del cimitero mediante la comparazione tra diverse opzioni contrattuali, vale a dire una procedura di autofinanziamento dell’opera, un partenariato tra pubblico e privato mediante l’utilizzo dello strumento del leasing pubblico oppure mediante il project financing. Il Consiglio, inoltre, chiede di sottoporre lo studio di fattibilità alle commissioni Urbanistica, Lavori Pubblici e Bilancio. Il lavoro e le conclusioni delle stesse commissioni dovranno poi essere posti all’attenzione del Consiglio Comunale, così che questo possa successivamente fornire un indirizzo politico definitivo. E’ l’esito del dibattito generale, chiesto dal Partito Democratico, sull’ampliamento del camposanto, un’operazione la cui attuazione è improrogabile secondo tutti i gruppi consiliari, che hanno sottolineato come siano diventati assolutamente insufficienti gli spazi a disposizione all’interno della struttura. Il punto è come finanziare l’opera.

    “In considerazione della drammatica esiguità di risorse finanziarie per questo ente locale, così come per tutti i Comuni, l’Amministrazione Comunale ha preso in seria considerazione la possibilità di unirsi con il privato – ha detto in aula il Sindaco Antonio Giannatempo -. In particolare abbiamo cominciato a pensare all’utilizzo di uno strumento di finanziamento più snello, quale il leasing in costruendo”. Si tratta di un processo di finanza strutturata in cui un soggetto finanziario, nella fattispecie una banca, anticipa all’appaltatore, cioè l’impresa costruttrice, i fondi per eseguire l’opera pubblica. Successivamente, all’avvenuta esecuzione dei lavori, l’intervento viene pagato dal soggetto appaltante (Pubblica Amministrazione) attraverso la corresponsione di canoni periodici e solo ad opera completata.

    “Per il Comune, il vantaggio è di conoscere i tempi di realizzazione dell’intervento – ha proseguito il primo cittadino -. La verità è che in questo momento il pubblico, da solo, non va da nessuna parte. Un matrimonio con il privato, se così vogliamo chiamarlo, può portare davvero soluzioni al problema di cui ci stiamo occupando e che invito tutti ad affrontare in modo chiaro, senza preclusioni di sorta”. C’è infine, e non è affatto secondario, un altro aspetto da considerare: “E’ quello occupazionale. Ingrandire il cimitero significherebbe anche dare lavoro a un numero non indifferente di persone, equivarrebbe a smuovere in qualche modo l’economia locale”. Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore all’Urbanistica, Francesco De Cosmo, anch’egli propenso al ricorso al leasing. “Valutando le diverse possibilità – ha detto – riteniamo che questo sia lo strumento in grado di offrirci maggiori garanzie sotto diversi punti di vista -. In questo caso, per l’Ente locale non ci sarebbero condizionamenti come quelli determinati dal rispetto del Patto di Stabilità. Il leasing offre all’utilizzatore del’investimento, il cittadino, l’opportunità di dilazionare il pagamento delle somme dovute per tutta la durata del contratto di leasing; altrimenti, sarebbe costretto a versare anche fino all’80% della somma ancora prima di vedere attuato l’investimento”. De Cosmo ha respinto l’accusa mossa all’Amministrazione di aver perso tempo nell’analisi del problema dibattuto: “Lo studio del ricorso a questo strumento finanziario ha comportato un’analisi particolareggiata per capire se ci fossero le condizioni per concretizzare un’operazione di questa natura, e si tratta di valutazioni che non possono essere fatte in 24 ore”.

    Ben vengano i suggerimenti, ovviamente, “a patto che si riesca ad individuare, senza perdersi in sterili polemiche, eventuali forme di finanziamento altrettanto vantaggiose, per vedere quali costi ricadono sul Comune e quali sul cittadino. Mi limito a ricordare che il leasing è stato utilizzato da tante altre amministrazioni comunali, per realizzare, peraltro, investimenti di gran lunga superiori a quello che noi abbiamo intenzione di effettuare”.