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    Ascoli Satriano, arrestato latitante e il suo fiancheggiatore

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    I Carabinieri di Cerignola hanno tratto in arresto il latitante RUSSO Gianluca, classe 1979, e D’AMICO Concezio bracciante agricolo classe 1958, presunto responsabile del reato di favoreggiamento personale del RUSSO. Il ricercato, gravato da un provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Bari – ufficio esecuzioni penali, è ritenuto responsabile di associazione per delinquere dedita a rapine, furti, estorsioni e violazioni della normativa sulle armi; reati commessi tra 2002 il e 2012. L’uomo si nascondeva in una masseria in località Varcaturo di Ascoli Satriano e si era reso irreperibile dall’11 luglio scorso quando era evaso dai domiciliari avendo avuto sentore dell’imminente sentenza della Procura Generale e in forza della quale dovrà scontare una pena di 6 anni e 9 mesi di reclusione. L’attività di polizia giudiziaria è stata interamente condotta con metodi classici partendo da servizi di osservazione e proseguendo con acquisizione di informazioni e sviluppo delle stesse, pedinamenti e controlli.

    Il covo del RUSSO è risultato essere dotato di un sofisticato sistema di videosorveglianza tale permettere un ampio controllo territorio dell’area circostante il casolare, volto a scongiurare un “inatteso” arrivo delle Forze di Polizia. Nelle disponibilità del latitante è stata trovata una vera e propria “santa barbara”: una doppietta cal. 12, due fucili cal. 12, 105 cartucce da caccia di vario calibro; una pistola cal. 7,65 e una pistola cal. 6,35 con i relativi serbatoi e 90 cartucce del loro calibro. Le armi, tutte regolarmente detenute dal presunto fiancheggiatore, erano nascoste tra attrezzi e mezzi agricoli risultando così, oltre che efficienti, immediatamente reperibili e pronte all’uso. Il bracciante agricolo risponderà pertanto di favoreggiamento personale, di violazione della normativa sulle armi nonchè di ricettazione e detenzione di reperti archeologici questi ultimi considerato che, durante la perquisizione dei locali, sono stati altresì trovati numerosi reperti archeologici. E’ stato richiesto quindi l’intervento del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari da dove personale specializzato è stato immediatamente inviato sul luogo dell’intervento.

    I vasi le anfore e i cocci, risalenti al IV e III secolo a.C. sono parte di un corredo funerario di tomba Dauna. Erano beni di vita quotidiana dell’epoca e venivano tumulati insieme a chi li aveva posseduti in vita. Sono stati tutti sottoposti a sequestro e inviati alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Bari dove saranno eseguiti accertamenti volti risalire con maggiore certezza la loro provenienza, epoca e valore. Sequestrate anche le armi che saranno portate presso il RIS di Roma per accertare un loro eventuale impiego in episodi delittuosi, i due arrestati sono stati associati uno presso la Casa Circondariale di Foggia l’altro agli arresti domiciliari.