More

    HomeNotizieCronacaEx Albergo Moderno: dopo il crollo un gran polverone

    Ex Albergo Moderno: dopo il crollo un gran polverone

    Pubblicato il

    L’ex Albergo Moderno di largo Matera, alle porte della Terra Vecchia, non c’è più. Se n’andato con la sua malinconica e arrugginita insegna che campeggiava su mura ormai diroccate, a testimonianza di una Cerignola che non c’è più e di cui ci si è sbarazzati a cuor leggero per alcuni, fin troppo tardi secondo altri. Una struttura in pericolo, in forte pericolo, certificato da ordinanze che non lasciavano presagire nulla di buono sul fronte “incolumità pubblica”, l’ex albergo sorto negli anni ’50 è stato demolito dalla società Cadinvest con i lavori iniziati la mattina dello scorso 12 gennaio. «Abbiamo visto le tazzine del caffè tremare – dichiara qualche abitante del centro storico -, solo allora abbiamo capito che avevano cominciato a buttar giù tutto». La costernazione degli abitanti va a braccetto con quella di qualche esperto di storia locale, mentre lo scetticismo per quella che molti ritengono una ferita al cuore della città galoppa senza tregua.

    Lavori in stile anni ’60 E’ Giovanni Montingelli (autore delle foto qui pubblicate), appassionato di storia locale da una vita, a lanciare l’allarme nella tarda mattinata del 12 gennaio. Lo fa caricando una foto dei lavori sul suo profilo Facebook. Di lì cominciano a fioccare i commenti, a metà tra lo stupore e l’indignazione. Qualcuno, in netta minoranza, difende una scelta che, a suo modo di vedere era ormai divenuta improcrastinabile. Dal virtuale al reale, l’attenzione si sposta dalle fredde schermate di un computer al (freddo pure quello) largo Matera, dove le benne delle scavatrici continuano imperterrite a infierire su un pezzo della storia locale. Tra i curiosi e i preoccupati Giovanni è ancora lì con macchina fotografica al collo, in cerca di una spiegazione a qualcosa che per lui inspiegabile resta: «E’ una porcheria quella che stanno facendo – dichiara a lanotiziaweb – queste cose le facevano negli anni ’60, in epoca di piena cementificazione. In nessuna altra parte d’Italia s’interviene in questo modo nel pieno centro della città. L’ex albergo era un pezzo della nostra memoria, lì aveva anche soggiornato Totò durante le riprese del film Gambe d’oro (1958, ndr). Andava recuperato in qualche modo e restituito con finalità sociali all’intera comunità». Ma le belle intenzioni stanno a zero. Si parla della costruzione di una palazzina ad opera dell’ingegner Calice con un recupero della piazza antistante e della pavimentazione originaria. In attesa di quel che sarà Giovanni prova quantomeno a tappare i buchi: «Spero che almeno vengano commissionate delle indagini stratigrafiche. Ci saranno sicuramente dei camminamenti e dei cunicoli sotterranei che non vanno assolutamente pregiudicati. Evitiamo almeno quest’altro scempio».

    Renna Domenico, turista a casa propria E se sul valore storico dell’immobile non tutti sono pronti a metterci la mano sul fuoco, altrettanto non si può dire per l’abitazione che fiancheggia il lato sinistro della vecchia struttura recettiva. Una casa antica, antichissima, qualcuno giura che sia addirittura del ‘500. E’ di proprietà della signora Renna Rosaria, ad abitarci però, già dal 1978, è il signor Renna Domenico. Anche lui stamani si affaccia in largo Matera. Si accende una sigaretta con l’aria consapevole ma non rassegnata di chi sta vedendo un film il cui finale, suo malgrado, conosce già da tempo: «Sono quattro mesi che sto in albergo a spese del Comune – dichiara a Lanotiziaweb – dal momento che la mia abitazione è stata dichiarata in pericolo. Alcune lesioni che gia c’erano si stanno allargando. Adesso le chiavi di casa ce l’ha il comandante dei vigili. Io di lì non me ne voglio andare, questo è il mio quartiere». Sessantasei anni e una vita da carpentiere, a Domenico questi lavori proprio non convincono: «Dovevano intervenire dall’alto con una gru e poi abbattere con le scavatrici. Dentro a casa ci ho lasciato tutto, mobili e vestiti. Magari sapendo che c’ho tutto ancora dentro ci mettono più attenzione». Tra una chiacchiera e un ricordo (quello dei suoi lavori “a regola d’arte” in Emilia Romagna) si fa tardi. Altra Marlboro e poi via verso il pranzo. A casa…cioè in albergo. Come un turista in casa propria.

    A proposito di macerie…ecco i politici Non potevano mancare. Arrivano in ordine sparso e alla spicciolata. Già qualche giorno fa Franco Metta, leader de La Cicogna e legale del signor Renna, aveva diffidato l’ing. Amato, ritenendolo, unitamente alla Cadinvest, «personalmente responsabile di ogni danno e di ogni condotta illegittima», dopo che, sempre secondo Metta, ai signori Renna era stata recapitata una nota in cui era riportato che “…vi è il concreto pericolo di cadute di materiale che comprometterebbero la stabilità dell’immobile della predetta signora Renna…”. Nella tarda mattinata, intanto, arriva anche il sindaco Giannatempo, per nulla preoccupato di quanto sta succedendo: «Non credo che la struttura dell’Ex Albergo Moderno abbia un valore storico per la città – dichiara a Lanotiziaweb – non è mai appartenuta alla storia di questo quartiere. Al suo posto c’era un arco che portava alla chiesa di San Giuseppe. La sua costruzione è venuta molto tempo dopo. Non si può certo parlare di ferita alla città. Sulla riqualificazione del sito, invece, m’impegno affinchè il suo utilizzo sia a beneficio di tutta Cerignola. La trattativa è aperta: o con lo strumento della petizione popolare o con l’impegno politico sono sicuro che riusciremo a recuperare questo spazio compatibilmente con la vocazione storica del posto». Nel pomeriggio intanto cede una scavatrice, franando nel sottosuolo. Poco più tardi, verso le 17, vengono fatti evacuare, in via precauzionale, anche gli abitanti di Vico I S..S. Trinità. Salvatore Tatarella giudica la demolizione «come l’atto più vergognoso di questa amministrazione». L’ex Albergo Moderno non c’è più, ma il polverone ormai s’è alzato. In tutti i sensi. I morti, come al solito, fanno sempre parlare più dei vivi.